La "Bcc valdostana" entra nella "Cassa centrale banca": «facciamo parte di un sistema di garanzie incrociate mantenendo la nostra identità» evidenzia Ferré

comunicato stampa
Un momento dell'Assemblea della 'Bcc valdostana'

L'Assemblea dei soci della "Banca di Credito cooperativo valdostana", riunita in convocazione straordinaria sabato 27 ottobre a Gressan, ha approvato all'unanimità l'ultimo atto necessario per l'adesione al "Gruppo bancario Cassa centrale banca - Credito cooperativo italiano SpA". L'Assemblea, con grande partecipazione e 1.085 votanti (498 presenti e 587 rappresentati in delega), ha infatti approvato le modifiche statutarie richieste dalla legge per entrare a far parte del Gruppo, che diventerà operativo a partire dal 1° gennaio prossimo.

La giornata rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2016, quando la legge nazionale di riforma del sistema di Credito cooperativo ha istituito la nascita dei Gruppi bancari cooperativi e l'obbligo di adesione per le "Bcc" e le "Casse rurali" distribuite sul territorio nazionale. Già nel 2017 la "Bcc valdostana" ha iniziato il percorso di adesione al gruppo "Cassa centrale banca": con l'atto approvato il 27 ottobre, la Banca entra a far parte di una rete che sarà composta da 89 "Bcc" e "Casse rurali", ognuna delle quali è chiamata ad un'Assemblea straordinaria, come quella svolta a Gressan, entro il 25 novembre prossimo: «questo è un momento storico, si tratta di un passaggio fondamentale per la vita della Banca, una vita lunga ormai quasi quarant'anni - ha sottolineato Davide Ferré, presidente della "Bcc valdostana" - questa riforma è per noi un'opportunità di consolidarci, entrando a far parte di un sistema di garanzie incrociate, mantenendo la nostra identità ed il nostro radicamento. "Cassa centrale banca" ci ha affiancato in questo passaggio delicato e ha creduto nel nostro progetto fin da subito, sottolineando l'importanza del nostro legame con il territorio e la validità dei valori cooperativistici».

All'Assemblea ha partecipato anche Giorgio Fracalossi, già presidente della "Cassa rurale" di Trento e presidente del "Gruppo Cassa centrale banca": «con la creazione del Gruppo ci stiamo mettendo in cordata - ha aggiunto - una cordata molto forte, che ha voluto fortemente sostenere la "Bcc valdostana". Questa è l'unica banca della regione, e non crediamo solo che sia "utile alla Valle": pensiamo che sia fondamentale e che possa continuare ad essere motore dell'economia valdostana. Creare un gruppo cooperativo significa mantenere l'autonomia dei diversi territori: perché il nostro spirito rimane quello che ha spinto quarant'anni fa alcuni valdostani a lavorare insieme, a creare relazioni. A questo guardiamo quando progettiamo il nostro futuro: un futuro che non si arresta, ma che noi dobbiamo e possiamo interpretare facendo riferimento ai nostri valori cooperativi».

La nascita del "Gruppo bancario cooperativo" farà entrare "Bcc valdostana" all'interno di un sistema di garanzie incrociate con le altre banche aderenti. La riforma prevede che la capogruppo eserciti attività di direzione e coordinamento, mantenendo lo spirito mutualistico anche grazie ad uno Statuto che prevede che almeno il sessanta per cento del capitale complessivo sia nelle mani delle "Bcc" socie e che dieci dei quindici membri del Consiglio di Amministrazione siano espressione delle "Bcc".
Il CdA di "Bcc valdostana" ha deliberato, a fine settembre, un Piano operativo di intervento che è stato condiviso con "Gruppo Cassa centrale banca" e comunicato a "Banca d'Italia". Il prossimo CdA è convocato per lunedì 29 ottobre e, fin da subito, si lavorerà per dare attuazione al Piano operativo e si proseguirà con l'aggiornamento del Piano strategico industriale, che riguarderà il triennio 2019-2021.