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La Lega vuole tornare ad elezioni regionali nel prossimo autunno, ma senza tentare "ribaltoni": «adesso abbiamo anche i numeri, qualcosa accadrà, ci aspetta un futuro radioso»

Angelo Musumarra
Paolo Sammaritani e Nicoletta Spelgatti

E' «la Provvidenza» di manzioniana memoria quella che invoca la Lega della Valle d'Aosta, dopo la vittoria alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, con il 37,17 per cento dei voti di lista, pari a 18.525 preferenze: «è un risultato di grandissima portata storica - commenta l'ex presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti - ora qualcosa dovrà cambiare, ci affidiamo alla provvidenza, qualcosa accadrà».
«I valdostani sono stati chiarissimi nell'esprimere la loro preferenza - aggiunge - noi abbiamo preso il 37 per cento, i cinque partiti autonomisti storici, tutti insieme, hanno invece preso il tredici per cento e quindi noi continuiamo a chiedere il ritorno alle urne. Non abbiamo voluto allargare la maggioranza, abbiamo deciso di andare all'opposizione mentre eravamo al governo, abbiamo sempre detto che la nostra unica volontà era quella del ritorno alle urne, non abbiamo fatto "ribaltoni" prima e non ne faremo adesso, l'unica maniera per ridare dignità a questa Valle d'Aosta è quella di ritornare alle urne e poi di poter avere delle maggioranze di governo differenti che possano permettere di governare e di cambiare la Valle d'Aosta».

Paolo Sammaritani ha raccolto, in Valle d'Aosta, 5.270 preferenze, che salgono a 5.947 nell'intera "Circoscrizione nord-ovest" ma lo condannano in fondo alla lista, senza alcuna possibilità di andare a Bruxelles, visto che i 3.190.306 voti delle quattro regioni conquistati dalla Lega, pari al 40,70 per cento, si concretizzano in nove seggi, che vanno a Matteo Salvini, capolista in tutte le cinque circoscrizioni, (con oltre due milioni e 200mila preferenze complessive), che ha raccolto 696.027 voti, Angelo Coccia (89.767 voti), Silvia Nardone (44.971), Isabella Tovaglieri (32.395 voti), Danilo Oscar Lancini (21.957 voti), Gianna Gancia Calderoli (19.194 voti), Stefania Zambelli (18.803 voti), Alessandro Panza (18.207 voti) e Marco Zanini (18.019 voti). Il ministro dell'Interno, incompatibile con l'incarico europeo lascerà quindi il suo seggio a Marco Campomenosi, primo escluso con 17.788 preferenze: «siamo felici delle percentuali - ribadisce Sammaritani - sono queste quelle che contano, i numeri assoluti sono quelli che sono, non possiamo negare che noi siamo un quartiere rispetto ad altre città e non potevamo aspirare a fare i numeri di chi è candidato in territori che hanno un bacino di votanti estremamente più grande del nostro, però le percentuali ci dicono che noi siamo perfettamente in linea, e qualche volta superiore, rispetto ad altre realtà. Se Sammaritani in Valle d'Aosta ha superato anche Salvini, questo rappresenta un grande significato, non per Sammaritani ma per la Lega Valle d'Aosta».

«Noi siamo davvero veramente soddisfatti, questa era una candidatura della squadra ed è stata una campagna elettorale della squadra - continua l'ex assessore regionale all'istruzione - abbiamo avuto un grandissimo supporto dai nostri giovani e questo è molto importante, perché vuol dire che la Lega della Valle d'Aosta ha un futuro e possiamo dirlo con certezza perché abbiamo i numeri in mano, ci aspetta un futuro radioso, stiamo costruendo quello che solo un anno fa nessuno poteva immaginare. Questo risultato porterà ad un grande cambiamento, a questo punto non ci potranno più dire che le forze autonomiste hanno la maggioranza delle preferenze perchè oggi tutti loro insieme hanno un terzo dei nostri voti. Il popolo valdostano si è pronunciato, probabilmente ha apprezzato quello che abbiamo fatto in quei mesi in cui siamo stati al governo, hanno capito che davvero si può cambiare, ne hanno la certezza e sono andati in questa direzione e noi abbiamo assecondato questa loro necessità. Noi non faremo ribaltoni ma chiederemo a chi veramente il coraggio di farlo, di mettersi una mano sulla coscienza e staccarsi dalla sedia e di ridare la parola ai valdostani perché questa regione se lo merita, si merita un governo stabile per i prossimi cinque anni per fare veramente un lavoro che sia di giovamento a tutta la regione e a tutti i valdostani».

Tecnicamente però non ci sarà nessuna "mozione di sfiducia costruttiva", perché, in Consiglio Valle, la Lega è alleata solo con Mouv' e dieci consiglieri restano una minoranza, vista anche l'improbabilità della riproposizione della fragile alleanza nazionale con il "Movimento Cinque Stelle", viste le costanti diversità di vedute espresse ripetutamente dai due movimenti, così come è improbabile un accordo, anche solo tecnico sia con "Ambiente Diritti Uguaglianza" di Daria Pulz, sia con "Rete civica", politicamente troppo distanti.
Ma la coppia Spelgatti-Sammaritani, che può ricordare, metodologicamente, quella formata, nella fiction "Game of Thrones" da Daenerys Targaryer e Drogon, non vuole fare nessun accordo ma andare a nuove elezioni regionali il prima possibile, il prossimo autunno, facendo dell'attuale maggioranza quello che accade alla "Fortezza Rossa" nella penultima puntata della serie: «il malgoverno di questa maggioranza li sta trascinando nel baratro - insiste Nicoletta Spelgatti - non stanno stanno sostanzialmente governando, tutto gli sta crollando sotto la poltrona. Dovranno necessariamente prendere atto di questo e qualcosa succederà. Noi andiamo avanti con la nostra linea, il panorama politico valdostano sta cambiando rapidamente, ci sarà una vera rivoluzione, con facce nuove e nuovi movimenti. Navighiamo a vista e vediamo cosa succederà, lo scenario potrà essere differente indipendentemente dalla legge elettorale, è cambiato il mondo rispetto a prima, non è più la stessa situazione, le regionali saranno un'altra partita».

«Noi non facciamo campagna acquisti per poter fare "ribaltoni", non vogliamo questo, gli elettori se ne sono accorti e ci stanno premiando - spiega ancora Paolo Sammaritani - noi non stiamo perdendo consenso, anzi, lo stiamo incrementando enormemente. La gente capisce la coerenza e la serietà del nostro passaggio, coloro i quali avranno l'intenzione di seguirci in questa strada probabilmente verranno premiati a livello politico, quelli che invece daranno la dimostrazione di essere attaccati alla poltrona, come stanno già facendo, perderanno continuamente il consenso. E' un problema loro, non un problema nostro».
«Il presidente della Regione, a fronte di questo risultato e dei numeri della sua maggioranza dovrebbe dare le dimissioni - chiarisce ancora la Spelgatti - per noi non avrebbe nessun senso fare un "ribaltone" perché vorrebbe dire ritornare nella stessa situazione in cui eravamo prima, in una ingovernabilità in cui "il vecchio" non riesce a comunicare con "il nuovo", o meglio siamo noi che non riusciamo a comunicare con "il vecchio" perché le logiche sono troppo differenti. Il "ribaltone" avremmo potuto farlo da tempo e saremmo anche potuti rimanere in maggioranza all'epoca ma non abbiamo accettato compromessi, non l'abbiamo fatto prima, figurarsi se lo facciamo adesso. Le nostre dimissioni e quelle dei consiglieri di Mouv' sono già sul tavolo, non faremo una mozione di sfiducia costruttiva, noi non vogliamo tornare al governo con loro, noi vogliamo andare ad elezioni, la linea è sempre la stessa, per noi governare ha un senso quando possiamo fare davvero qualcosa per la Valle d'Aosta e rispondere al mandato elettorale, se torniamo alle condizioni di prima senza poter fare quello che veramente vogliamo per noi non ha nessun senso».

«Siamo pronti ad affrontare un'altra campagna elettorale - conclude Marialice Boldi, vice commissario della Lega Valle d'Aosta - è veramente una questione di presa di coscienza e di dignità, con che faccia possono continuare a governare dopo questi risultati?».

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 27 Maggio '19, h.19.10

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