La maggioranza per il nuovo Governo regionale c'è ma è di 18 consiglieri: all'opposizione UV ed UVP con il "Movimento Cinque Stelle" ed "Impegno Civico"

redazione 12vda.it
Laurent Viérin e Nicoletta Spelgatti

L'uscita di Emily Rini dall'Union Valdôtaine e la sua successiva partecipazione al "tavolo politico" con la Lega VdA, Stella Alpina e "Pour Notre Vallée", Alpe e "Mouv'" ha risolto, come facilmente prevedibile, il puzzle della nuova maggioranza in Consiglio Valle, che raggiunge ora il fatidico "diciotto", numero indispensabile per governare, anche se terribilmente a rischio stabilità: "alla fine di una riunione congiunta - si legge in una nota congiunta diffusa dalla Stella Alpina a nome dei quattro movimenti politici - preso atto della scelta di adesione al tavolo attualmente al lavoro della consigliera Emily Rini, segnalano di avere raggiunto il numero di diciotto consiglieri in Consiglio Valle. Ricordato il lavoro in corso da parte del raggruppamento su alcuni punti programmatici per risolvere i singoli problemi da affrontare nel corso della nuova Legislatura, ci apriamo al dialogo fin da subito in vista della ormai imminente prima seduta del Consiglio regionale del 26 giugno con chi, forze politiche o singoli eletti, ritenga di affrontare in una logica di discontinuità la difficile situazione valdostana, offrendo il proprio appoggio e il proprio sostegno per garantire la necessaria governabilità, in un'ottica di servizio per l'intera comunità valdostana".

"Maggioranza raccogliticcia composta da forze politiche estremamente eterogenee". In questo modo i quattro movimenti rispondono indirettamente all'Union Valdôtaine che, lo scorso venerdì 15 giugno aveva lanciato l'allarme sul fatto che "l’approssimarsi del 26 giugno, data di convocazione del primo Consiglio regionale della nuova Legislatura, impone di trovare rapidamente delle intese che consentano di evitare dei rinvii che porterebbero ad una pericolosa fase di ingovernabilità".
Da parte sua il "gruppo eletti al Consiglio Valle" ed il "Comité fédéral" dell'UV, che si sono riuniti anch'essi nella giornata di lunedì 18 giugno "riaffermano la necessità di agire per giungere a formare un Governo regionale fondato su un programma serio e concreto, condiviso dalle forze realmente Autonomiste, evitando le formule puramente numeriche basate sui veti e sul principio delle esclusioni pregiudiziali" mentre "le recenti notizie, riportate dai media, prefigurerebbero invece il tentativo di dare vita a una maggioranza debole, composta da forze politiche estremamente eterogenee".
"Vediamo in questa operazione la volontà di costruire una maggioranza raccogliticcia - sottolineano ancora i sei consiglieri unionisti e la Dirigenza del "mouvement" - cercando di far forzatamente convivere al suo interno posizioni politiche del tutto antitetiche in una pura ottica spartitoria. Prendiamo atto che l’operazione sarebbe possibile solo reggendosi sulla decisione, da noi appresa attraverso la stampa, di Emily Rini di abbandonare l'Union Valdotaine, malgrado gli impegni da lei sottoscritti al momento della sua candidatura. Riteniamo che, in questa fase di larga frammentazione politica, sia necessaria un'assunzione di responsabilità volta ad assicurare un progetto politico serio, ampio e condiviso, in grado di garantire una affettiva stabilità alla Valle d'Aosta".

"Estranei ad un progetto numerico di spartizione con pezzi sparsi". Se la nota dei quattro movimenti strizza l'occhio a chi, tra gli eletti del "Mouvement" vorrebbe fare lo stesso clamoroso passo della Rini, evitando così di essere relegato all'opposizione, l'invito è stato seccamente declinato dall'Union Valdôtaine Progressiste: "abbiamo incontrato, su mandato della nostra base - recita una nota diffusa sedici minuti dopo quella di Lega, Stella Alpina, Alpe e "Mouv'" - le diverse forze politiche con l'intento di valutare contenuti e proposte, in primis delle sensibilità appartenenti al fronte autonomista, per valutare la costruzione di un progetto politico solido, duraturo e condiviso, aperto al cambiamento. Alla luce delle recenti evoluzioni, apprese peraltro dai media, che stanno prefigurando un quadro politico che parte da un documento, elaborato da dieci consiglieri dei tre gruppi che rappresentano Stella Alpina, Alpe e "Mouv'", fatto di dieci punti programmatici, peraltro non discussi e condivisi negli incontri avuti con queste forze politiche, a cui si aggiungerebbe un accordo con la Lega Nord - Salvini, e altri "pezzi sparsi" per arrivare al numero utile, annunciamo la nostra estraneità a qualsiasi tipo di progetto che abbia questo metodo e questa forma non partecipata a livello di contenuti e respingiamo qualsiasi tipo di coinvolgimento prettamente numerico o di spartizione che prescinda dal rispetto delle sensibilità e dalle proposte di cui ogni forza politica può essere portatrice".
"L'UVP ribadisce, come peraltro detto a più riprese, che ogni possibile coinvolgimento in un futuro progetto - si legge ancora - debba essere calibrato su un programma serio e persone credibili, attraverso contenuti condivisi e partecipati. La Valle d'Aosta, come dichiarato da più parti, ha necessità di un governo stabile e di un progetto politico condiviso che garantisca governabilità e che non sia solo una somma di interessi di parte eterogenei o di ambizioni prettamente personali".

"Difficile lavorare con chi lascia i bambini in mezzo al mare". Stizzita la reazione del Partito Democratico che probabilmente puntava a nuove elezioni, visto che non farà parte della quindicesima Legislatura e tra cinque giorni uscirà dal Consiglio Valle: "bene per la Valle d'Aosta che si eviti uno stallo istituzionale, ma i presupposti iniziali ci lasciano molto dubbiosi - si legge in una nota - l'alleanza è composita ed è difficile pensare di vedere al lavoro forze che si sono sempre dette autonomiste e di sinistra, in particolare Mouv' ed Alpe, con la Lega. La Lega di Salvini che scheda le persone in base all'etnia e lascia i bambini in mezzo al mare. Aspettiamo di vedere le proposte programmatiche, ma al momento l'unico collante sembra la voglia di andare al governo per occupare le poltrone. A chi crede in una Valle d'Aosta che tutela i diritti di tutti spetta ora il compito di costruire un'alternativa popolare e seria, noi lavoreremo in questo senso e siamo sicuri che tanti valdostani lavoreranno con noi".

Una settimana per creare la nuova Giunta. Salvo soprese dell'ultima ora, la nuova maggioranza vedrà diciotto consiglieri, con due diverse opposizioni: da un lato quella formata di UV ed UVP, con dieci consiglieri e dall'altra quella del "Movimento Cinque Stelle" ed "Impegno Civico", che ne contano complessivamente altri sette. Le due minoranze sono ideologicamente piuttosto lontane, ed è improbabile una collaborazione tra di loro, ma non sarà facile neanche per la maggioranza soddisfare tutti gli "appetiti" dei diversi eletti, a partire dalla scelta del presidente del Consiglio Valle, del presidente della Regione e degli assessori, nonché alla difficile convivenza tra esponenti di diverse sensibilità politiche che, nella passata Legislatura, hanno dato prova di scarsissima sopportazione reciproca.
 

 

 

ultimo aggiornamento: 
Martedì 19 Giugno '18, h.11.40

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