La maggioranza si spacca sul Casinò: da una parte Lega e Mouv' vogliono la "soluzione aziendale", dall'altra Emily Rini, Alpe e Stella Alpina chiedono i sei milioni di euro

redazione 12vda.it
Emily Rini tra Pierluigi Marquis e Luca Distort

Sì è evidenziata palesemente, nella giornata di mercoledì 16 settembre, la spaccatura all'interno della maggioranza regionale, nel corso della riunione del Consiglio Valle, dedicata all'analisi della situazione del "Casino de la Vallée" dopo la decisione, da parte del Governo regionale, di non liquidare i sei milioni di previsti della legge regionale numero 7 del 2017, seconda tranche di un finanziamento pubblico di venti milioni di euro.
Il culmine si è raggiunto nel pomeriggio, quando i gruppi consiliari di Alpe e "Ac - Stella Alpina - PNV" insieme alla consigliera Emily Rini, hanno presentato una risoluzione che impegnava Stefano Aggravi, assessore regionale al bilancio con delega al Casinò "ad approvare il bilancio 2017 della "Casino de la Vallée SpA" nel corso della prossima assemblea societaria (prevista per domenica 30 settembre, n.d.r.), nelle more dell'aggiornamento del Piano industriale prodromico all'individuazione delle azioni utili a garantire la continuità aziendale della Casa da Gioco".
Gli otto consiglieri di maggioranza impegnavano poi il Governo regionale "a predisporre entro quindici giorni l'iter amministrativo di approvazione dell'aggiornamento del Piano industriale e della relativa legge a sostegno, nella prospettiva di ridurre ulteriormente il costo del personale ed altri costi verificabili attraverso adeguati controlli di gestione, ridefinire la posizione debitoria dell'Azienda, effettuare il trasferimento finanziario necessario e attivare la garanzia a sostegno di nuovi affidamenti bancari per l'attuazione del Piano aggiornato, come da norma di legge ed a provvedere a concludere l'iter di restituzione al socio Regione del patrimonio immobiliare, entro il 30 giugno 2019".

«Per prendere decisioni no, ma per andare a casa sono tutti d'accordo». La risoluzione non è stata neanche iscritta in discussione, solo in ventuno, su ventiquattro voti necessari, si sono espressi a favore, mentre hanno votato contro i sette consiglieri della Lega, i tre di Mouv' ed i quattro del "Movimento Cinque Stelle": «con questa votazione si conclama la fine di questa maggioranza», ha commentato l'ex presidente della Regione Laurent Viérin, prima di chiedere una riunione a porte chiuse tra consiglieri della sua Union Valdôtaine Progressiste e dell'Union Valdôtaine.
«Dopo la giornata di oggi, non trovo aggettivi idonei per descrivere questa situazione - ha poi aggiunto Emily Rini, che il suo supporto, tre mesi fa, aveva permesso l'avvio del Governo guidato da Nicoletta Spelgatti - abbiamo scritto una delle pagine peggiori di questo Consiglio. Abbiamo assistito alla mancata iscrizione di una risoluzione con un "mini-golpe" da parte da alcuni consiglieri di maggioranza che non hanno parlato con gli altri. Qui non è solo più uno scontro tra idee politiche diverse, si parla del futuro della nostra comunità. Per questa ragione credo che la Valle d'Aosta meriti un po' di rispetto e in maniera molto limpida, come ho fatto all'inizio di questa Legislatura quando chiedevo serietà, attaccandomi ad un tecnicismo, pongo la questione pregiudiziale e sospensiva ai sensi dell'articolo 61 del regolamento interno. Il tema della Casa da gioco richiede una risposta immediata. Oggi, si è palesata una frattura chiara e palese di questa maggioranza e chiedo che la mia richiesta sia messa in votazione per chiudere qui i lavori», proposta approvata all'unanimità.
«Per prendere decisioni no, ma per andare a casa sono d'accordo tutti» ha commentato, fuori dai microfoni, Chantal Certan, assessore regionale alla sanità.

«In Commissione è emerso un quadro di indefinizione». A parlare del Casinò, al mattino, erano quasi tutti d'accordo, dopo la richiesta di Pierluigi Marquis, presidente della seconda Commissione permanente che, nella giornata di martedì 25 aveva affrontato la specifica questione: «è stato un pomeriggio molto intenso e di confronto proficuo sul tema delicato del "Casino de la Vallée" - ha spiegato in Aula l'ex presidente della Regione, rompendo il ghiaccio e la tensione - che ci ha visti impegnati con una serie di audizioni ai sindaci del territorio, i quali hanno manifestato la loro preoccupazione, all'assessore Aggravi e alla governance della Casa da gioco. E' emerso un quadro di indefinizione della situazione a quattro giorni dall'assemblea dei soci e visto che è importante definire una linea politica, il collega Mauro Baccega ha proposto di chiedere l'aggiunta di un punto all'ordine del giorno di questo Consiglio. Proposta che è stata condivisa da tutta la Commissione e che rimettiamo alla Conferenza dei capigruppo per una decisione in merito», richiesta che è stata approvata a larga maggioranza, con il solo voto negativo dei "grillini", per nulla intimoriti dalla presenza nella "galleria" del Consiglio Valle di una folta delegazione di lavoratori e sindacalisti della Casa da gioco, che ha assistito all'intera adunanza.

«Per il 2018 è prevista una perdita di tre milioni di euro». «A partire dall'approvazione della legge regionale numero 2 del 2017 riguardante proprio il risanamento finanziario della "Casino de la Vallée SpA" - ha poi ricordato Marquis - questo provvedimento ha condotto alla stesura del Piano di risanamento, prevedendo di ottenere risultati nel corso di un triennio. Si è trattato di un percorso difficile, ma affrontato in modo innovativo, anche con l'introduzione di procedure di monitoraggio della sua attuazione. Il Piano si reggeva su due condizioni: da una parte il sostegno pubblico erogato in tre tranche, dall'altra il sostegno del sistema creditizio. Anche questioni esogene hanno fatto sì che venisse un po' meno la disponibilità istituti di credito. Tutto ciò ha portato alla situazione di tensione finanziaria della Casa da gioco. Il bilancio del 2016 ha fatto registrare un disavanzo gestionale di 46 milioni, il bilancio 2017 chiude a meno 21,5 milioni di euro. Sia chiaro che non ci aspettavamo un attivo sul 2018, che presumibilmente si collocherà a un meno tre milioni. Ciò sta a significare che è stato intrapreso un percorso in cui sono state somministrate terapie al malato, la cura è iniziata e sta manifestando il suo effetto positivo. Ma non è sufficiente, occorrerà intervenire ancora sui costi di gestione. Per la prima volta, gli introiti superano costi operativi: è un segnale positivo, anche se c'è il peso degli ammortamenti, del costo del denaro, oltre ai problemi di natura finanziaria».
Pierluigi Marquis ha poi ricordato che «è stato presentato il bilancio 2017 del Casinò, che deve essere sopposto all'Assemblea dei soci entro il 30 settembre. Intanto, sono state presentate le linee guida per predisporre l'aggiornamento di manutenzione del Piano, necessario alla luce di un anno di gestione. In Commissione abbiamo audito il socio Regione, nella persona dell'assessore competente, e la governance. E' stata rappresentata la necessità che il socio Regione garantisca il proprio sostegno, se ancora crede in un'azienda che fattura sessanta milioni di euro, che, pur non essendo più quella di una volta, può essere un fiore all'occhiello per la nostra regione. Bisogna avere approccio responsabile, auspico che il socio sappia trovare, attraverso un confronto in quest'Aula capace di superare i contrasti tra partiti, tra maggioranza e minoranza, una soluzione nell'interesse comune dei valdostani. Il dibattito deve essere trasparente, ognuno deve contribuire col proprio pensiero e col proprio bagaglio di esperienze. Ribadisco che ciò che emerso nella riunione della Commissione è importante: le audizioni ci hanno rappresentato una situazione di difficoltà e bisogna trovare una posizione politica il più possibile condivisa. Stiamo trattando il futuro di una delle più grandi aziende valdostane e sono convinto che con una pacata discussione si possa giungere ad una soluzione».

«Non si può incorrere in scenari ancora peggiori di quello attuale». «Stiamo valutando nel dettaglio le linee guida che ci sono state consegnate lunedì dalla governance del Casinò e che abbiamo esposto in Commissione - ha quindi ribattuto l'assessore Stefano Aggravi - linee che presentano degli elementi di novità che devono essere vagliati sotto il profilo tecnico dagli uffici, perché le decisioni politiche devono essere prese con cognizione di causa. Gli elementi di criticità devono essere esaminati accuratamente come l'esposizione finanziaria, che non è solo legata alle banche ma anche a "Finaosta" e che coinvolge quindi la materia degli aiuti di Stato, con particolare riguardo alla questione della fidejussione ma anche i costi aziendali, che sono in diminuzione ma lo sono anche i ricavi e bisognerà quindi intervenire sui costi del personale. L'intenzione è quella di trovare soluzioni perseguibili per dare continuità dell'azienda, ma oggi c'è la necessità di essere certi che queste misure siano attuabili, sotto il profilo tecnico, per non incorrere in scenari ancora peggiori di quello attuale. Il mio operato è sempre stato quello di tutelare l'ente Regione, perché vi è la necessità di dare una risposta per il futuro, anche dal punto di vista tecnico, per capire se le soluzioni sono definitive o sono soltanto di "taccone". Dobbiamo modificare il nostro agire, valutando attentamente se queste soluzioni possano costituire la base per la continuità».

«Abbiamo sempre operato per dare il nostro contributo positivo». «Manca oggi una linea politica condivisa - ha stigmatizzato Renzo Testolin, capogruppo dell'Union Valdôtaine - il nostro timore è che, nel tempo che ci separa dall'assemblea dei soci, l'espressione del Governo regionale non sia univoca. Invece dobbiamo uscire oggi da quest'Aula con la consapevolezza che la posizione della maggioranza è una ed è capace di dare punti certi. Abbiamo sempre operato nell'ottica di dare il nostro contributo positivo per giungere a una soluzione della questione Casinò. I dati comprovano ritorni comunque importanti, sia per il territorio, sia per le finanze regionali. Mediamente, si registrano 16-17 milioni di euro di ritorni fiscali negli ultimi dieci anni per le casse regionali, e 450-500 mila euro per le casse del Comune di Saint-Vincent. Siamo seriamente preoccupati che la soluzione proposta dall'assessore vada a pregiudicare seicento posti di lavoro e gli investimenti posti in essere finora. Sollecitiamo dunque linee chiare anche nei confronti di interlocutori fondamentali come lo sono le banche, purtroppo influenzate negativamente dai recenti atteggiamenti della maggioranza. Ribadisco l'assoluta necessità da parte di tutti i consiglieri di poter condividere una strada che porti, anche nel solco tracciato dal nuovo Piano strategico, a una soluzione proficua per la Casa da gioco e per la Valle d'Aosta tutta».

«Noi consiglieri regionali siamo politici, non tecnici, basta fare melina». «E' doveroso trattare oggi in Aula questo tema, per il rispetto che dobbiamo portare a questo dossier - ha ribadito Emily Rini - è un tema che ha ricadute importanti, purtroppo spesso banalizzate. E parlo di ricadute non solo per i dipendenti della Casa da gioco, ma anche di quelle che riguardano l'indotto, l'intera Valle d'Aosta. Noi rappresentiamo gli elettori, le valdostane e i valdostani, abbiamo il dovere di esprimerci, di dare risposte alla comunità valdostana. Occorre uscire dall'attitudine negativa che tanti, troppi, di noi stanno conducendo. Così si divide la comunità su un tema che invece dovrebbe vedere l'unione dei cittadini, così come l'unione di intenti in quest'Aula. Amministrare significa avere onori, ma anche oneri e responsabilità, come quando si affrontano dossier spinosi. Una maggioranza che non sa assumersi le proprie responsabilità e non sa decidere, non ne ha il coraggio, è una maggioranza inadeguata. Sono la prima ad esigere pareri tecnici e legali, ma noi consiglieri non siamo tecnici, siamo politici. Oggi è il momento, ci sono scadenze imminenti, basta fare melina. La confusione porta alle non decisioni, è forte su di me la responsabilità di dare risposte all'intera comunità valdostana. Chiedo di uscire con una posizione chiara, forte, altrimenti siamo inadeguati a portare avanti un programma che, a questo punto, non sarebbe più condiviso».

«La maggioranza come l'orchestra del "Titanic", che suonava mentre affondava». «L'intervento della consigliera Rini è stato franco, riassume l'atteggiamento della maggioranza - ha insistito Laurent Viérin - abbiamo lasciato lavorare il cosiddetto "Governo del fare", per non farci tacciare come il nemico. Ma oggi prendiamo definitivamente atto che nulla si è mosso. L'assessore Aggravi in primis ha responsabilità su alcuni "volet". La prima cosa da fare, già a fine luglio, da parte della Giunta, sarebbe stata l'adozione di un atto deliberativo, che fosse di erogazione o meno del nuovo finanziamento, d'altronde, le decisioni dell'Amministrazione vanno prese proprio con atti deliberativi. Chiediamo di portare finalmente in quest'Aula la linea della maggioranza da discutere, poi ognuno la giudicherà, ma è essenziale conoscerla. In quest'estate questo dossier è stato soltanto mediatizzato, andando così ad aggravare la situazione dell'azienda. Aspettiamo che questo "fare" arrivi a portare almeno sul dossier più urgente soluzioni da condividere. La maggioranza non può continuare a rimandare, non può comportarsi come l'orchestra sul "Titanic" che ha continuato a suonare mentre affondava».

«Il Casinò deve tornare ad essere un'azienda non un ammortizzatore sociale». Per il capogruppo di "Impegno Civico", Alberto Bertin, «la Valle d'Aosta non è solo Casinò, pur essendo questo un tema importantissimo. Il banco rischia di saltare: è importante quindi decidere in fretta. Le responsabilità sono principalmente della politica e sono il risultato di anni di gestione clientelare dell'azienda. Il Casinò ha sempre influenzato la politica: sul Casinò sono nate e morte maggioranze regionali, sono state costruite campagne elettorali. Adesso i tempi sono cambiati: la Casa da gioco potrà essere un atout in più di un'offerta turistica complessiva, ma non avrà più il ruolo che ha svolto nel passato. Oggi, constatiamo che la maggioranza attuale è nata senza avere un'idea di come affrontare questo dossier: questo è un fatto gravissimo e da irresponsabili. Le non decisioni di questi mesi hanno ulteriormente aggravato la situazione della Casa da gioco. Quando si vuole governare bisogna essere in grado di avere una visione comune da mettere in atto in periodi relativamente brevi».
«Negli anni la Casa da gioco è stato un bancomat, uno strumento di clientela politica - ha sostenuto Chiara Minelli di "Impegno Civico" - così è stato per troppo tempo. La responsabilità dell'attuale situazione di dissesto risale a scelte politiche sbagliate di chi ha governato negli anni. Oggi la situazione va valutata con prudenza, perché il Casinò risulta essere una realtà sovradimensionata, non più competitiva nel mercato italiano del gioco che ha avuto una profonda evoluzione. Lo scorporo dell'hotel e della Casa da gioco è il contrario di quanto sostieniamo nel nostro programma. Nella nostra campagna elettorale, il concetto di lavoro è stato fondante, insieme però con il concetto di uguaglianza. La crisi colpisce allo stesso modo altre imprese e altri lavoratori. In tempi di risorse sempre più scarse, il denaro dei cittadini non può essere impiegato in modo non oculato, il Casinò deve tornare a essere un'azienda, non un ammortizzatore sociale. Bisogna da subito fermare incarichi esterni e ulteriori assunzioni a tempo determinato, vanno rivisti gli stipendi di almeno una parte del personale, ormai slegati dalla realtà produttiva e dal contesto occupazionale valdostano. Vanno definiti criteri oggettivi e trasparenti per quanto attiene la razionalizzazione del personale. A nostro avviso, occorre poi smitizzare l'elemento dell'indotto, perché sono stati i sindaci stessi di Châtillon e Saint-Vincent ad affermare che in questi Comuni c'è anche molto altro, non sufficientemente valorizzato. Non si può pensare a un Piano di solo rilancio del Casinò, piuttosto dell'intera zona, per potenziare tutte le realtà del territorio».

«Necessario perseguire la strada impostata da Chatrian, ma non avverrà». «Non vogliamo che la Valle d'Aosta, Saint-Vincent e Châtillon facciano la stessa fine di Campione, dove, dopo la chiusura del Casinò, vi è una situazione drammatica - ha chiesto Mauro Baccega, che in passato aveva gestito, come assessore regionale, la delega sul Casinò - la maggioranza attuale ha delle grosse responsabilità per non aver rispettato la legge regionale numero 7 del 2017 in materia di finanziamento del Piano di ristrutturazione della Casa da gioco: non erogando l'ultima tranche, le banche hanno tolto la fiducia e questo ha posto in grosse difficoltà l'azienda, che, secondo quanto esposto dall'amministratore unico. E' il momento delle decisioni, di essere seri, vogliamo dalla maggioranza un indirizzo su questo dossier perché è fondamentale per il suo futuro».
«Spiace che qualcuno pensi che tale discussione faccia perdere tempo - ha aggiunto Chantal Certan - invece auspico che questo dibattito sia rinforzante e risolutivo. E' evidente che in maggioranza ci siano opinioni diverse, ma se non fosse così ci saremmo presentati in una sola lista. Non è però il momento di prendere posizione pro o contro il Casinò. La "Casinò SpA" ha un percorso, non sempre negativo, in Giunta ho cercato di sollecitare una discussione per mettere sul tavolo tutti gli aspetti, anche gli obiettivi raggiunti. L'assessore Albert Chatrian, lo scorso anno, aveva portato avanti un percorso molto difficile, anche per portare a conclusione in modo legittimo alcuni interventi già posti in essere e non sempre condivisi ed ha aperto una strada che a mio avviso è necessario perseguire e, se possibile, perfezionare. In questi ultimi mesi avremmo dovuto effettuare certi passaggi dapprima in maggioranza, perché è la maggioranza che deve assumersi le proprie responsabilità, anche su quello che non si fa e una scelta chiara della maggioranza non si è fatta. Non ho condiviso dichiarazioni ed azioni personali, che hanno fatto male anziché delineare il percorso più adeguato per un'azienda che dà lavoro a tanti valdostani. Se davvero abbiamo a cuore il futuro di questa società e della Valle d'Aosta, dobbiamo giungere ad una posizione condivisa, la migliore possibile. Ma se non c'è la volontà politica, che oggi è inderogabile, questo purtroppo non avverrà».

«I valdostani vogliono dare 48 milioni di euro al Casinò?». «Votando contro l'aggiunta del punto sul Casinò all'ordine del giorno di questo Consiglio, non volevamo sottrarci alla discussione, ma piuttosto evidenziare come oggi vi sia la totale mancanza di proposte valide per salvare la Casa da gioco - ha spiegato in Aula Luciano Mossa, capogruppo del "Movimento Cinque Stelle" - il dibattito di questa mattina lo sta confermando, stiamo discutendo di cosa? Al momento gli unici documenti che abbiamo sono un Piano industriale che non è stato rispettato, delle linee guida per aggiornare tale Piano, ma soprattutto si chiedono altri 48 milioni di euro dei cittadini valdostani per salvare l'azienda, ma senza fornire nessun tipo di soluzione. Quando e se saranno fatte delle proposte valide per salvare l'azienda, noi saremo pronti a discuterle»,
«Tutti quanti siamo favorevoli a salvare il Casinò, ma il problema vero è "a che prezzo lo salviamo"
- ha proseguito Luigi Vesan, vice capogruppo "grillino" - si parla di malato "non terminale", di validità del vigente Piano, ma poi vengono presentate delle linee guida che annunciano la necessità di una tranche di cinque milioni, di una fidejussione di 7,2 milioni e di ricomprarsi le strutture una seconda volta, come il Grand hôtel "Billia", date dalla Regione a disposizione della società "Casinò". Il che significa che "Finaosta", che ha crediti da esigere alla "Casinò", decide di rinunciarvi. Aggravi è preoccupato da un punto di vista tecnico, ma il compito della nostra Assemblea è: "salviamo il Casinò fino a che importo?". I cittadini valdostani vogliono veramente questo? Vogliamo dare ulteriori 48 milioni di euro dei cittadini valdostani? Il Consiglio deve affrontare questa tematica, ma non lo sta facendo e questa è una posizione irresponsabile».

«Stiamo sottovalutando l'alta tensione finanziaria in cui si trova il Casinò». «Il nostro gruppo è in maggioranza e gradiremmo oggi definire il percorso - ha quindi dichiarato Albert Chatrian, capogruppo di Alpe, che ha portato al vertice della Casa da gioco l'attuale amministratore unico, l'avvocato Giulio Di Matteo - non possiamo nasconderci, siamo preoccupati del fatto che ad oggi il bilancio non sia stato ancora approvato. Dobbiamo impegnare il Governo ad aggiornare il Piano, tutti vogliamo salvare il Casinò, ma non si discute sul come, il passaggio è puramente politico. Dobbiamo darci dei tempi, perché stiamo sottovalutando l'alta tensione finanziaria in cui si trova l'azienda. Per inerzia politica e indecisione del socio, le banche hanno fatto un passo indietro. Bisogna ridurre ulteriormente il costo del personale e ridefinire la posizione debitoria dell'azienda. Per quanto riguarda il sostegno di natura pubblica, non vogliamo investire un centesimo in più rispetto a quanto stabilito lo scorso anno con l'approvazione della legge. E' così che si può far camminare l'azienda con le proprie gambe, salvaguardare l'indotto diretto e indiretto e garantire il gettito di natura fiscale. La criticità va risolta, non possiamo abdicare o delegare qualcun altro. Questa discussione è fondamentale. Il pubblico parla per atti, e non su "Facebook", e oggi la strada deve essere individuata».
«Noto visioni diverse interne alla maggioranza sulla gestione di dossier particolarmente delicati per la Regione, come quello del Casinò o della scuola polmone - ha rimarcato Luca Bianchi, vice capogruppo dell'Union Valdôtaine e dipendente in aspettativa del "Casino de la Vallée" - oggi la linea della maggioranza sulla Casa da gioco non la conosce nessuno: né noi, né i valdostani, né i lavoratori dell'azienda, né tantomeno la maggioranza stessa. Il Casinò rende una media di 17 milioni di euro all'anno: se quest'azienda chiude, queste risorse non saranno a bilancio della Regione e non potremo quindi dare risposte ad altri settori come l'agricoltura o l'edilizia. Siamo amministratori e dobbiamo fare il bene dei valdostani: parlando di Casinò non perdiamo tempo, perché oggi il Casinò ha bisogno di una risposta politica. Per il suo bene, ma anche per quello del territorio valdostano, la mancanza di una visione è una gravissima mancanza di questa maggioranza».

«Al Casinò bisogna tagliare i rami secchi, basta nostalgia del passato». «Confermiamo il nostro sostegno all'assessore Aggravi per come sta conducendo questo problema - ha dichiarato Stefano Ferrero, capogruppo di Mouv' - perché lo fa con la diligenza del buon padre di famiglia. Forse si ha nostalgia della gestione del passato, ma oggi è in atto un cambiamento nel modo di fare politica. Sappiamo qual è la cura per il Casinò e la sanno anche i lavoratori: bisogna fare un taglio dei "rami secchi", perché non si ha mai avuto il coraggio di fare pulizia. E' una pulizia molto impegnativa, ma che doveva essere cominciata. Oggi, c'è una realtà: l'obiettivo posto dal Piano di ristrutturazione non è stato conseguito, in un'azienda privata, l'amministratore unico verrebbe sostituito, qui, invece, c'è un amministratore che continua a fornire documenti, che ogni volta sono innovativi e che sono un fine esempio di "finanza creativa", ma non è con la finanza creativa che si fanno le scelte, con la cognizione di causa. Bene fa quindi l'assessore a voler valutare attentamente il dossier: non si tratta di ritardi. La prima preoccupazione è la sorte per i lavoratori, anche se per i lavoratori di altre società della bassa Valle, come la "Lavazza", che hanno chiuso, quanti soldi sono stati investiti? Chi ha a cuore la giustizia e l'equità deve anche guardare il complesso delle spese in modo da non creare ulteriori privilegi. E se guardiamo al passato c'è una verità: la Casa da gioco ha avuto un trattamento di favore rispetto a tutte le altre unità produttive della Valle d'Aosta. Dobbiamo tenere conto di una realtà che è cambiata, il mondo del gioco sta cambiando profondamente e chiederci: "ci sono i soldi da spendere?"».

«Il Casinò è una fonte di inquinamento della vita sociale e politica». «La decisione su questo dossier deve essere politica - ha spiegato Andrea Manfrin, capogruppo della Lega - bisogna prendere atto del fatto che i componenti la maggioranza hanno posizioni politiche diverse e trovarne una sintesi è un nostro obiettivo. Nel corso dell'estate non è passato giorno senza l'invio di un comunicato stampa, la presentazione di una richiesta di documenti e di approfondimenti da parte di chi ha affossato il Casinò. Le responsabilità della situazione attuale della Casa da gioco non vanno di certo ricercate in questa maggioranza. noi ci siamo assunti l'impegno a risolvere questa situazione per quanto grave. Il nostro sostegno va confermato all'assessore Aggravi ed alla Giunta per far sì che si trovi una soluzione tecnica e politica che contemperi esigenze di continuità aziendale, di legittimità e di sostenibilità della struttura».
«Non sono tuttologa, ma sono abituata a pensare, piuttosto che a parlare, quando non ho profonda cognizione di causa - ha ammesso Daria Pulz, consigliera regionale di "Impegno Civico" - questa situazione drammatica è frutto di una parabola da tempo discendente; un processo che richiama a serie responsabilità quanti da anni hanno posto radici in quest'Aula e ora con invidiabile retorica ci spiegano come salvare il Casinò. Manca il protagonista principale: il futuro. Non c'è una prospettiva politica convincente sull'affaire Casinò da parte di una maggioranza che forse si è costituita troppo presto, senza condivisione, senza lungimiranza. Il futuro della Casa da gioco va ripensato, promuovendo la riqualificazione del settore del turismo. Il Casinò è da sempre fonte di inquinamento nella vita sociale e politica della nostra regione, come le sale slot che hanno cambiato i contorni del settore».

«Il Casinò deve reggersi sulle sue gambe e non trasformarsi come quello di Campione». «Non abbiamo mai banalizzato né strumentalizzato il problema - ha poi osservato Patrizia Morelli, consigliera regionale di Alpe - e soprattutto non lo abbiamo fatto quando abbiamo governato. Il collega Chatrian, quando si è assunto l'onere di questo dossier, ha portato a casa delle soluzioni: lo abbiamo fatto per l'interesse e per la considerazione che un'azienda come il Casinò merita dalla classe politica e su questa linea abbiamo proseguito anche in questa Legislatura. Sulla questione Casa da gioco, pensavamo che si sarebbe data continuità al percorso intrapreso nella scorsa Legislatura, ma ci stiamo rendendo conto che forse così non è, di fronte alla difficoltà di mettere attorno ad un tavolo tutti gli attori che devono concorrere in modo propositivo alla soluzione del problema. Questa è una difficoltà, ma bisogna trovare la migliore soluzione possibile, nella legalità ed evitando gli errori del passato, affinché il Casinò si regga sulle proprie gambe e non si trasformi in un dramma come quello di Campione. Questa nostra maggioranza, oggi, deve dare un segnale chiaro e annuncio che stiamo lavorando ad una risoluzione».
«Il fallimento oggi c'è, ma non è del Casinò - ha insistito Luigi Bertschy, consigliere regionale dell'Union Valdôtaine Progressiste - bensì del presidente Spelgatti, della Lega, della maggioranza che non ha saputo costruire una squadra. Eppure, quando si va al Governo, occorre innanzitutto trovare un equilibrio nella maggioranza. Parlare del Casinò oggi non fa consenso, ma siete troppi a parlarne male e dovete dividervi in troppi il consenso. Non si cancella il passato politico e personale iscrivendosi ad un nuovo movimento e non si affronta un dossier così importante buttando in pasto all'opinione pubblica cifre a casaccio e parlando solo di sprechi. Se l'azienda chiudesse, si creerebbe una voragine in Valle d'Aosta. Vanno fatte scelte, così come rinunce, alla fine di questa discussione, bisogna avere linee politiche chiare, su cui ognuno sarà libero di esprimersi per giungere ad una linea condivisa. Altrimenti decretiamo la fine di questa maggioranza e ripartiamo per affrontare questo dossier».

«Se abbiamo la forza ed il coraggio resistiamo, altrimenti ammettiamo la nostra debolezza». «Non si può più trascinare in eterno questa problematica - ha evidenziato l'ex presidente della Regione Augusto Rollandin - se il Piano approvato a suo tempo deve avere degli aggiustamenti facciamoli, ma non esiste che gli impegni presi non siano rispettati e mi riferisco al versamento della terza tranche. Questa mancata erogazione ha generato problemi, anche nell'esposizione finanziaria dell'azienda. Qui, voglio poi ricordare che non c'è un'azienda in Valle d'Aosta, dalla "Cogne" in giù, che non abbia avuto interventi da parte della Regione: negarlo significa non conoscere la Valle. Possono essere stati fatti degli errori, ma lo si è fatto perché l'azienda rendeva alla Regione e per i suoi lavoratori. Oggi è il tempo di scegliere, per evitare traumi. La maggioranza deve chiarirsi le idee e dobbiamo decidere con chiarezza. Dobbiamo concentrarci su di una soluzione percorribile che non può più essere rimandata».
«Sul Casinò la maggioranza è molto fragile, ma spetta a noi resistere, se ne abbiamo la forza e il coraggio, oppure soccombere, ammettendo la nostra debolezza - ha ammesso Roberto Luboz, consigliere della Lega, parlando in francese - oggi sarebbe auspicabile una strategia completamente diversa da quelle del passato e condivisa il più possibile che sia in grado di valorizzare tutti i beni che la media e la bassa Valle possono offrire e non solo il Casinò. Oggi spero che sapremo trovare un accordo chiaro per dare una risposta certa e completa alla comunità valdostana, alla cittadinanza di Châtillon e Saint-Vincent, ai loro amministratori ed ai lavoratori della Casa del gioco».

«Scelte politiche ormai ridotte all'osso, la questione è solo tecnica». «Quella che abbiamo vissuto è un'importante discussione, in cui sono emersi numerosi spunti - ha replicato Stefano Aggravi - la soluzione da trovare è d'azienda, da compiere insieme: tagliare i costi, riguadagnare la fiducia delle banche, la serietà nei confronti dei fornitori per dare risposte alla comunità. Non mi nascondo dietro nessun parere tecnico, sono consapevole di dover compiere scelte in continuità, seppur molto forti».
«Ogni singola scelta dell'assessore Aggravi è stata studiata insieme, abbiamo lavorato giorno dopo giorno, tutti i santi giorni, insieme
- ha spiegato il presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti - ogni eventuale responsabilità dell'Assessore, me la assumo anch'io. Il Casinò è ancora salvabile, bisogna compiere scelte pesanti. Ogni singola parola fuori posto comporta comunque "rumors" della stampa, dei "social". Per questo non ho rilasciato dichiarazioni, anche tenuto conto dell'estrema preparazione dell'assessore Aggravi. In questo momento, i margini per le scelte politiche sono ridotti all'osso perché ormai la questione è diventata tecnica. Non è un caso che l'assessore abbia continuato a farne un mantra. Non abbiamo procrastinato le scelte, ma abbiamo condotto tutti i passaggi tecnici necessari per compierle. Nella prospettiva di cambiare la governance del Casinò, abbiamo ipotizzato varie proposte, comprensive dell'individuazione di professionisti, vagliando anche il cambiamento totale degli attuali vertici. Sono soluzioni da vagliare da parte della maggioranza. Ribadisco che la Casa da gioco può essere salvata nell'interesse di tutti i valdostani. Però devono essere affrontate scelte molto dure».

In diciassette hanno chiesto una nuova adunanza che si terrà venerdì 28. Dopo la sospensione della seduta, sono iniziate le prove per un'eventuale nuova maggioranza: in diciassette, i consiglieri di Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, "AC - Stella Alpina - Pnv", con l'esclusione del presidente del Consiglio Valle Antonio Fosson, ed Emily Rini hanno richiesto ed ottenuto la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio Valle per trattare nuovamente la tematica del "Casino de la Vallée" ed i capigruppo hanno deciso di convocarlo per venerdì 28 settembre. Non si può escludere che nel corso della seduta possa venire presentata una mozione di sfiducia nei confronti dell'attuale Governo regionale.
I capigruppo hanno anche deciso che l'ordine del giorno della riunione di mercoledì 26 settembre verrà iscritto alla prossima adunanza, già convocata per il mercoledì 3 e giovedì 4 ottobre, ammesso e non concesso che, nell'eventualità che ci possa essere un nuovo Esecutivo, questo non perda d'attualità.

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 27 Settembre '18, h.17.00

La Terra vista dallo spazio