Longarini interrogato per ore dal Gip a Milano: «è sereno per aver potuto guardare finalmente in faccia i sui colleghi» sottolinea l'avvocato Soro

Angelo Musumarra
Pasquale Longarini mentre entra nell'ufficio del Gip per l'interrogatorio

E' durata circa tre ore, venerdì 26 ottobre, l'udienza, al settimo piano di Palazzo di Giustizia di Milano, relativa al processo per induzione indebita a dare o promettere utilità e favoreggiamento, con rivelazione di segreto d'ufficio, che vede imputati l'ex procuratore capo facente funzione di Aosta, Pasquale Longarini e gli imprenditori Gerardo Cuomo e Sergio Barathier, quest'ultimo non presente.

«Esame completo ed esaustivo». L'udienza, che si è tenuta nell'ufficio del Giudice per le indagini preliminari Guido Salvini, è iniziata in ritardo a causa di un problema alla stampante che ha definitivamente spento le speranze dei sei legali presenti di chiudere la vicenda nella giornata stessa: «è stato fatto un esame completo ed esaustivo - ha raccontato Claudio Soro, legale del magistrato aostano - sono state spiegate tantissime cose che ritengo estremamente utili per la difesa. Le domande del Gip sono state molto precise perché avevamo prodotto una memoria difensiva nella quale abbiamo delineato l'ossatura dell'interrogatorio per cui sono state fatte domande mirate. La memoria difensiva è articolata su entrambi i reati e quindi abbiamo la cronistoria di tutte le vicende sia per quanto riguarda l'induzione indebita che per il favoreggiamento dove abbiamo indicato le date delle varie contestazioni e degli eventi, dopottutto la questione è abbastanza complessa, ci sono particolari e dettagli che sono importanti».




«Il favoreggiamento  un'accusa particolarmente infamante per un magistrato». Pasquale Longarini, che faceva trapelare un po' di tensione prima di entrare dal Gip, all'uscita dell'udienza era visibilmente più sereno, anche se ha preferito non parlare con i giornalisti, che sono stati allontanati dalla porta dell'ufficio del Gip alla fine dell'udienza, proprio per evitare che potessero "disturbare" gli imputati: «il dottor Longarini è sollevato e soddisfatto - ha aggiunto l'avvocato Soro - ritengo che sia stato molto importante anche da punto di vista psicologico, perché è la prima volta che anche i suoi due colleghi, il dottor Salvini ed il dottor Giovanni Polizzi, lo abbiano visto in faccia. Dopotutto l'accusa di favoreggiamento è quella che ha patito di più perché, per un magistrato, è particolarmente infamante. Ad Imperia, dove lavora adesso, è estremamente soddisfatto, ha funzioni civili ed è molto apprezzato, per noi è stato un grande successo che sia stato messo in servizio».

«Rimborsati i viaggi fatti con gli amici». «Questo processo si basa fondamentalmente su precisazioni e, diciamo, anche su interpretazioni e la precisione serve a fare chiarezza - ha quindi sottolineato Anna Chiusano, secondo legale di Longarini - l'interrogatorio è stato evidentemente condotto dal Giudice ed anche il Pubblico ministero ha fatto delle domande, noi come difensori siamo andati a precisare bene, in maniera tale che non ci fossero equivoci. Polizzi ha anche ripreso la storia dei viaggi, che ricordo, sono fuori dal capo d'imputazione (Longarini, secondo gli inquirenti, avrebbe trascorso una vacanza in Marocco, offerta da Cuomo, n.d.r.), ma quello che è emerso è che ha semplicemente fatto dei viaggi con degli amici e li ha pure rimborsati».

Sul presunto favoreggiamento non corrispondono i tempi. L'avvocato Chiusano ha poi confidato un elemento della strategia difensiva: «il Pm ha contestato a Longarini il favoreggiamento (l'aver avvisato Cuomo, nell'aprile 2015, che il suo telefono era sotto controllo, n.d.r.) - ha evidenziato - però anche su questo non corrispondono le circostanze di tempi e di modi. La notizia di reato viene iscritta ad Aosta il 21 aprile, mentre i Carabinieri sostengono addirittura di aver dato questa informazione a fine marzo o inizio aprile mentre il dottor Longarini ha affermato che "nonostante sia stata iscritta la notizia di reato, questa notizia delle intercettazioni l'ho saputa molto mesi dopo"».

Il processo riprenderà quindi alle ore 11 di giovedì 13 dicembre: «e ci sarà la discussione - ha annunciato Claudio Soro - penso e spero che finiremo quel giorno».

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 26 Ottobre '18, h.16.40