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Sarà Paolo Cretier ad entrare in Consiglio Valle, Fulvio Centoz resta sindaco di Aosta: polemica su "Facebook" con Vincenzo Caminiti

Angelo Musumarra
Fulvio Centoz, che resterà sindaco di Aosta

Sarà, ovviamente, Paolo Cretier, 54 anni, di Donnas, perito agrario, dipendente regionale dell'ufficio di Arnad delle produzioni vegetali, a sostituire, il prossimo martedì 21 marzo, Orfeo Cout, scomparso lo scorso 12 marzo, dopo aver sostituito, a sua volta, da due giorni, nell'Assemblea consiliare, Carmela Fontana, sospesa dall'incarico in base alle disposizioni della "legge Severino" dopo la condanna, in secondo grado, per peculato, per la gestione dei fondi pubblici dei gruppi consiliari.

Su "Facebook" Centoz comunica che resta sindaco di Aosta. Cretier, che aderirà al gruppo del PD in Consiglio Valle, che tornerà così a due componenti, terzo escluso della lista del Partito Democratico alle elezioni regionali del 2013, aveva riportato 452 voti, sei in meno del sindaco di Aosta Fulvio Centoz, che ha voluto portare alla Direzione del PD valdostano la discussione sull'improbabile decisione di lasciare la guida dell'Amministrazione comunale del capoluogo, che scadrà naturalmente nel 2020, per il seggio in Consiglio Valle, in minoranza, che durerà, nella migliore delle ipotesi, fino a giugno 2018: «rimarrò a fare il sindaco - si legge in una dichiarazione pubblicata dal PD solo su "Facebook" ed attribuita allo stesso Centoz - e ritengo che la scelta andasse condivisa con il partito che ha avuto fiducia in me candidandomi prima alle regionali e poi a candidato sindaco alle ultime comunali. In un momento di crisi istituzionale così profonda il PD rappresenta il punto di riferimento e di stabilità nello scenario politico regionale e punto di partenza per una prospettiva di governo autonomista e progressista».

Caminiti presenta una mozione contro Centoz. A non sopportare l'attesa tattica del sindaco di Aosta è stato Vincenzo Caminiti, consigliere di maggioranza, eletto come indipendente nella lista dell'Union Valdôtaine, che ha polemizzato con il primo cittadino, presentando una mozione, per il prossimo Consiglio comunale, intitolata "Coerenza", in cui evidenzia che "in questo primo periodo di Legislature si possa dire con tutta onestà che quest'Amministrazione abbia avuto non pochi problemi che ci hanno allontanato sempre di più dalla popolazione" e che "in Giunta ci sono persone che hanno intrapreso altri progetti politici diversi da quelli che hanno creato questa maggioranza", riferendosi a Carlo Marzi, assessore comunale alle finanze e segretario della Stella Alpina (movimento in cui Caminiti militava prima del suo passaggio all'UV) e chiede, oltre che a "chiarire al Consiglio comunale se vuole restare in carica come sindaco presso il Comune di Aosta", anche di "ritirare le deleghe a tutti gli assessori, ridistribuendole con più logica e con un nuovo rilancio per la città e per i cittadini".

«Che lezioni di coerenza mi può dare uno come Caminiti?». «A parte l'ovvia considerazione che le mozioni sono strumenti che impegnano la Giunta e il sindaco della maggioranza di cui si fa parte (in teoria) - ha ribattuto Centoz, scrivendo sulla sua pagina "Facebook" - vorrei invece capire che tipo di lezione di coerenza mi dovrebbe dare lo stesso consigliere che dopo essersi fatto portavoce (a scopi elettorali?) di un regolamento sulle azzardopatie oggi presenta una mozione che ne ritarderebbe l'entrata in vigore di quasi un anno perché mancherebbe la condivisione con i Comuni vicini. Bella coerenza! E soprattutto, da presidente della commissione competente e in un anno di discussione, non poteva pensarci prima? Coerenza da parte di chi ha già cambiato due partiti e ora si appresta a fare l'ennesimo salto della quaglia. Quanto a me non sono "dubbioso"; ho semplicemente detto e lo ribadisco che questa scelta, avendo implicazioni politiche non irrilevanti, verrà presa insieme al mio Partito (sono fatto così, sono abituato a prendere certe decisioni con la mia comunità, non come Mister Coerenza) come è giusto e corretto che sia».

La discussione si sposta sul regolamento per le azzardopatie. «Caminiti prima di cambiare partito ha finito la legislatura portando il giusto rispetto per gli elettori e non cambiando in corso d'opera come ha fatto il PD - ha risposto sul suo profilo "Facebook" lo stesso Caminiti, parlando di sé in terza persona - non mi risulta che il sindaco sul regolamento azzardopatia abbia detto ha (sic.) Caminiti "fermati dobbiamo coinvolgere gli altri Comuni" se oggi dice che bisognava pensarci prima riconosce "l'errore" che io ho pubblicamente ammesso e che sto provando a rimediare. Il primo cittadino così come gli assessori hanno facoltà di fare approvare un regolamento sicuramente non un presidente di Commissione, comunque Caminiti è orgoglioso del lavoro svolto sull'azzardopatia, vorrebbe solo non spostare il problema e i clienti da un Comune all'altro, se non si vorrà più modificare resterà così, in democrazia, proporre e lecito approvare o non approvare la proposta è altrettanto lecito. Finché il movimento che mi ospita (non essendo tesserato) mi sostiene, come tra l'altro sta facendo, il sindaco non dovrebbe permettersi a dire falsità sulle mie scelte future».

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