Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Aldo Cazzullo difende Luisa Vuillermoz dagli attacchi di Franco Allera: «se fosse un uomo nessuno criticherebbe il suo stipendio»

Angelo Musumarra
Luisa Vuillermoz

Aldo Cazzullo, editorialista del "Corriere della Sera" difende l'operato della "Fondation Gran Paradis" e della sua direttrice, Luisa Vuillermoz, a pagina 58 di "Io donna", il "femminile" del quotidiano milanese: «neppure la felice Valle d'Aosta è al riparo dalla demagogia e dal populismo - ha scritto Cazzullo, che tra l'altro è anche "Ami de la Vallée d'Aoste" - se c'è un'istituzione che funziona bene, è la "Fondation Grand Paradis", un'oasi di efficienza e di buona amministrazione. Per questo mi ha incuriosito la campagna mediatica che infuria contro la direttrice, Luisa Vuillermoz, una stakanovista valdostana formidabile nel trovare risorse per il parco e nel farlo conoscere».
«Da cronista ho approfondito la questione, e non ho trovato nulla se non l'ostilità del sindaco di Cogne, Franco Allera - ha proseguito Cazzullo, sul numero di "Io donna" distribuito sabato 7 maggio - risibile la motivazione: la direttrice "guadagna troppo". Ma mica ruba: lavora molto, porta risultati, e ha ovviamente uno stipendio da dirigente. Inoltre il bilancio della Fondazione è finanziato solo in parte dalla Regione, e solo in minima parte dai Comuni (tra cui Cogne): buona parte delle risorse viene dai corrispettivi per le attività svolte, da progetti europei e da finanziamenti delle fondazioni bancarie o nazionali, procurati grazie al lavoro della direttrice e della sua struttura. Insomma, lo stipendio di queste persone non pesa, se non in piccolissima quota, sul Comune di Cogne, che beneficia invece dei chiari risultati positivi raggiunti in questi anni dalla "Fondation" per la salvaguardia del territorio e la promozione del turismo sostenibile».
«Vogliamo scommettere che, se Luisa Vuillermoz fosse un uomo, nessuno avrebbe da ridire sul suo stipendio?
- si chiede in conclusione - e la cosa più grave è che la campagna è esplosa mentre la direttrice era a Roma ad accompagnare su "Rai1" Milena Bethaz, la guardaparco colpita da un fulmine, miracolosamente sopravvissuta e che ora studia e protegge le marmotte del Gran Paradiso».

L'Amministrazione comunale di Cogne, che per il 2016 dovrebbe spendere 19mila euro per la quota di spettanza per far parte della "Fondation", ha, in cambio, sul suo territorio diversi servizi turistici attivi come il "centro visitatori", il "Giroparchi", il giardino "Paradisea", il "Gran Paradiso film festival" e la presenza degli studiosi del "Cinfai" oltre alla mostra sulla miniera, nonostante sia stata lasciata scadere la convenzione che prevedeva un contributo comunale di 7.500 euro. A questo si aggiunge un complesso intervento di manutenzione per un valore di circa un milione di euro sulla "Alta via numero 2", che non è costato nulla al Comune di Cogne.
Allera ha criticato, concedendosi solo a selezionate testate giornalistiche, lo stipendio della Vuillermoz, sobillando su questo tema anche i colleghi degli altri sei Comuni che fanno parte della "Fondation", (i due Rhêmes, Valsavarenche, Introd, Villeneuve ed Aymavilles) e provocando così l'attenzione di Alberto Bertin, consigliere regionale di Alpe, che ha presentato un'interrogazione chiedendo "eventuali provvedimenti per la riduzione dei costi del management" della "Fondation": «il trattamento annuale lordo del direttore ammonta ad 85mila e 381 euro - ha spiegato in aula, lo scorso 20 aprile, Renzo Testolin, assessore regionale all'agricoltura e risorse naturali - oltre ad una parte variabile di 15mila euro lordi attribuiti dal Comitato esecutivo e legati alla realizzazione degli obiettivi fissati dal Comitato stesso. Considerata la situazione di finanziaria è stato deciso che il cinquanta per cento della parte variabile (7.500 euro, n.d.r.) venga destinato al personale come premio di produzione "una tantum"».
«Avevamo parlato dello stipendio della direttrice della "Fondation Grand Paradis" già nel 2011 - ha ribattuto Bertin - quando venne aumentato di oltre il dieci per cento, passando da 75 ad 80mila euro ed ora siamo arrivati ad 85mila e con i premi si sfiorano i 100mila euro. Questa fondazione è finanziata dall'Amministrazione regionale, che è socio principale, bisognerebbe ripensare le remunerazioni di questi Enti para-regionali in relazione alle attività che svolgono».

Il rischio, visto il ragionamento di Bertin, è che lo stipendio della Vuillermoz debba essere ancora aumentato, visto che la "Fondation", presieduta dal consigliere regionale unionista David Follien, ha ottimizzato, autonomamente, i suoi conti: nel 2015, quando aveva ottenuto finanziamenti pubblici per circa un milione di euro (la Regione versa 315mila euro ed i sette Comuni, complessivamente, 65mila euro), ha chiuso il bilancio consuntivo sulla cifra di un milione e 300mila euro (in più!) con un avanzo di amministrazione di 46mila euro. Recentemente è arrivato un contributo economico da parte della "Compagnia di San Paolo" ed è stato avviato un nuovo progetto europeo. Lo stipendio della Vuillermoz, che non era obbligata ad autoridursi la parte variabile, è comunque allineato a quello degli altri dirigenti pubblici, anche se viene applicato in ambito privato, con meno tutele per il mantenimento del posto di lavoro e ritmi operativi decisamente più pesanti.

Il "pressing" di Allera sta però innervosendo l'intera "Fondation", dato che anche tra il personale (una decina di lavoratori d'inverno che raddoppiano nella stagione estiva, anche con il supporto di tirocini universitari, tutti selezionati sulla base di criteri meritocratici) sorgono perplessità sul "fuoco amico" da parte dell'Ente pubblico che maggiormente fruisce della loro attività: «è una situazione molto amareggiante - si limita a commentare a 12vda la Vuillermoz, che risponde al telefono anche in tarda serata - si fa tanto per costruire e poi si distrugge tutto in un attimo».

La solidarietà di Aldo Cazzullo, che ha portato la questione all'attenzione sulla ribalta nazionale, è arrivata comunque per caso: il giornalista e scrittore sta infatti lavorando al suo nuovo libro "Le donne erediteranno la terra" ed era interessato alla particolare storia di di Milena Bethaz, che nelle ultime settimane è stata raccontata da diversi media a livello nazionale, a partire da "La vita in diretta" su "Rai1" fino al telegiornale "Studio Aperto" su "Italia1": «lo ringrazio per l'autorevole difesa esterna del mio lavoro» conclude Luisa Vuillermoz.

timeline

podcast "listening"