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Il "Cpel" approva le nuove tariffe e disciplina per gli asili nido, "garderie" e "tate familiari". Cambiano anche i costi per l'assistenza domiciliare e residenziale degli anziani

redazione 12vda
Antonio Fosson durante l'Assemblea del 'Cpel'

E' stato fissato in 850 euro al mese il "costo unitario ottimale di riferimento" per i servizi socio-educativi valdostani pubblici rivolti alla prima infanzia, vale a dire gli asili nido, anche quelli aziendali privati, e di 400 euro per le "garderies d'enfance": è quanto si può leggere nella proposta di delibera della Giunta regionale che nel pomeriggio di martedì 15 settembre è stata approvata, con alcune osservazioni, dall'Assemblea del "Consorzio permanente degli Enti locali - Cpel" della Valle d'Aosta, con quattro voti contrari e tre astensioni, che poco prima aveva dato il via libera, in maniera analoga alla nuova "Disciplina del sistema regionale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia".

La nuova disciplina, presentata all'Assemblea del "Cpel" direttamente dall'assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, Antonio Fosson, permette, ai bambini tra i sei ed i nove mesi, di essere ammessi sperimentalmente agli asili nido, dove sia presente personale che abbia una formazione specialistica per l'accudimento dei bambini di questa fascia d'età. L'asilo nido potrà essere frequentato fino all'età di tre anni, fino all'ingresso alla scuola dell'infanzia. Non cambia la predisposizione della graduatoria che viene fissata secondo i criteri individuati dall'Ente ma che darà comunque priorità ai bambini con disabilità o gravi problemi sanitari o psicologici, a quelli appartenenti a famiglie deprivate, multi-problematiche e socialmente svantaggiate, con carenze affettive, educative, culturali, economiche, abitative o con maltrattamenti e trascuratezze gravi, sulla base delle segnalazioni dei servizi sociali territoriali, ai bambini con un genitore in grave stato di inabilità psicofisica, a quelli affidati a parenti od a terze persone ed alle famiglie mono-genitoriali.

Nell'ottica di risparmiare, viene modificato il rapporto numerico medio tra educatore e bambino, ora stabilito in uno ogni otto, modulandolo "secondo le esigenze educative e di cura dei bambini rispetto alla loro età e a eventuali bisogni speciali" e strutturando il sistema dei turni degli educatori in modo da garantire "il rapporto numerico tra educatore e bambino nelle diverse fasce orarie di funzionamento del servizio in relazione alla frequenza media giornaliera dei bambini e la massima continuità di relazione possibile tra educatore e bambino nell'arco della giornata".
Nei servizi di "tata familiare" il rapporto numerico è stato fissato ad un educatore per ogni quattro bambini, per un massimo di due "tate". Il coordinamento sarà garantito "per uno o un insieme di servizi per la prima infanzia presenti sul territorio secondo un rapporto numerico indicativo di un'unità a tempo pieno equivalente ogni 45 posti". Negli asili nido e nelle "garderie" il personale addetto ai servizi generali dovrà invece rispettare un rapporto medio minimo di uno ogni ventidue bambini, "e comunque adeguato a garantire l'igiene e la pulizia dei locali. L'articolazione della presenza di tale personale deve essere garantita nei momenti di massima attività ed in funzione delle caratteristiche della struttura e dell'organizzazione interna di ogni servizio".

Per quanto riguarda le spese, è stato verificato che, per gli asili nido, il "costo unitario medio mensile" è stato di 1.126 euro per il 2012 e di 1.086 euro per il 2013, "comprensivi delle spese sostenute per il personale impiegato nell'unità di offerta, ausiliario, educativo, educativo di sostegno, di coordinamento, nel sistema, sia amministrativo, sia degli operai per manutenzione, e per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria generali" mentre per le "garderie d'enfance", nel 2012, è stato di 800 euro, Non è stato invece possibile estrapolare i dati di costo unitario medio mensile corrente degli spazi gioco, "poiché gli stessi sono inseriti all'interno degli asili nido e delle "garderie d'enfance" occupando lo stesso personale in servizio".
Secondo Gianni Nuti, dirigente della struttura delle politiche sociali e giovanili, "l'analisi dei costi attualmente sostenuti ha permesso di individuare alcuni interventi di razionalizzazione della spesa - ha scritto nella delibera - e di miglioramento delle modalità organizzativo-gestionali all'interno degli Enti e delle singole strutture di asilo nido, in base ai quali definire un costo unitario medio mensile ottimale pari a 850 euro per i nidi e pari 400 euro per le "garderies d'enfance". La riduzione degli importi dal costo unitario corrente al costo unitario ottimale deve rappresentare un'occasione di riordino e di crescita dell'efficienza organizzativa e gestionale e non deve, per contro, causare una diminuzione dei livelli medi di qualità garantiti fino a oggi".

L'Amministrazione regionale ha quindi deciso, "per garantire la sostenibilità del sistema", di rivedere le tariffe, da applicare su base "Isee" secondo la formula "tariffa = 0,016666 * "Isee" + 126". In pratica le famiglie con un "Isee" di seimila euro pagheranno 250 euro mensili mentre chi lo avrà uguale o superiore a 42mila euro dovrà pagare 850 euro al mese. E' comunque prevista, "in caso di "cassa integrazione", licenziamento, temporanea mancanza di attività lavorativa di uno o di entrambi i genitori" la possibilità "di prevedere una revisione della tariffa sulla base della nuova situazione economica del nucleo familiare dietro la presentazione di un "Isee" aggiornato".

Analogamente, anche per i servizi residenziali, semi-residenziali e domiciliari rivolti agli anziani cambiano le tariffe, fissate sempre su base "Isee": chi non presenterà la propria "dichiarazione sostitutiva unica" dovrà "corrispondere la quota massima di contribuzione prevista per ogni servizio di cui si avvalgono". La quota a carico dell'utente è determinata in proporzione al suo "Isee", con un'esenzione pari all'ammontare del minimo vitale e quindi sono esenti dal pagamento coloro che sono al di sotto del minimo vitale. Per quanto rigurda l'assistenza domiciliare, con un valore "Isee" sotto i 24mila euro si pagherà una quota oraria minima oraria di due euro, mentre sopra l'importo sale fino ad un massimo di 15 euro all'ora mentre la fornitura di pasti caldi prevede un costo minimo di 2,50 euro .
L'accesso alla "microcomunità", costerà 65 euro al giorno per chi ha un "Isee" sotto i 23mila euro, 80 euro per un "Isee" tra i 23mila ed i 33mila euro e 115 euro per un "Isee" da 33mila a 45mila euro, mentre per il regime semiresidenziale è previsto un contributo massimo di 4,50 euro l'ora, sempre in proporzione all'attestazione. Potranno usufruire dei servizi residenziali pubblici anche le persone non residenti in Valle d'Aosta che dovranno però pagare totalmente il "costo unitario ottimale".

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