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A Pollein contestazioni sull'accoglienza dei migranti che, in Valle, diventeranno 457: «distribuzione più equa e coinvolgimento degli Enti locali» chiede Angelo Filippini

redazione 12vda
Migranti accolti in Valle d'Aosta

«La situazione dei migranti coinvolgerà presto anche il nostro territorio, ma la comunicazione dell'arrivo di persone richiedenti protezione internazionale è giunta all'Amministrazione solo a inizio giugno, e non per chiedere il suo parere ma per informarla di decisioni già prese». E' iniziata con queste parole del sindaco, Angelo Filippini, nella serata di venerdì 17 giugno, la riunione del Consiglio comunale urgente e straordinaria di Pollein, che dovrà, suo malgrado, accogliere dieci migranti che saranno ospitati in una casa privata affittata dalla cooperativa sociale "La Sorgente" di Aosta.
«Vorrei esprimere il mio disappunto per l'accaduto - ha continuato il primo cittadino di Pollein - anche perché ritengo che il Comune dovrebbe essere informato e coinvolto maggiormente in tali disposizioni. E' vero che la gestione del flusso migratorio è seguita dallo Stato ed è sempre più difficile, ma bisogna ribadire l'importanza degli Enti locali, che sono i veri conoscitori del territorio».
A generare il malcontento è stata soprattutto la modalità di stipula di contratto d'affitto per la struttura di accoglienza dei migranti: «non vedo perché siano le cooperative a dover reperire gli alloggi e stipulare i contratti di locazione - ha contestato Filippini - e ritengo che l'accoglienza debba essere fatta in strutture apposite, non in alloggi privati. Tra l'altro nello stesso edificio abita una signora sola, e temo che questo potrebbe comportare problemi».

A cercare di gettare acqua sul fuoco è stato Vitaliano Vitali, dirigente dei servizi di Prefettura della Regione, che gestisce la "distribuzione" dei migranti sul territorio regionale: «il problema delle migrazioni c'è e va gestito e dal luglio 2014 in Valle d'Aosta abbiamo ricevuto una quota di profughi, secondo il criterio matematico che ogni diecimila sbarchi, ventinove persone sono da accogliere - ha spiegato - l'emergenza si fa via via più pressante e, nel 2016, abbiamo reperito 266 posti per l'accoglienza in diciannove strutture sparse sul territorio. Due anni fa il presidente della Regione ha scritto una lettera ai sindaci di tutta la Valle per chiedere la loro disponibilità a destinare alcune strutture pubbliche all'accoglienza, ma nessuno ha dato risposta positiva, quindi abbiamo dovuto agire diversamente, facendo bandi con le cooperative. A fine maggio di quest'anno, i posti nelle strutture di accoglienza ordinaria sono esauriti, quindi abbiamo dovuto dirottare l'accoglienza in stutture straordinarie, senza poter confrontarci prima con le Amministrazioni comunali. Non c'è la volontà di penalizzare un Comune piuttosto che un altro, ma cerchiamo di lavorare affinché l'accoglienza sia il meno pesante possibile per gli abitanti, cercando soprattutto di far integrare le persone ospitate con lavori di volontariato e di restituzione. Le linee guida della normativa indicano quale soluzione migliore per l'integrazione dei migranti la collocazione in un contesto sociale e gli episodi di furti ed accattonaggio sono stati finora pochissimi, infatti si attuano i progetti di inserimento lavorativo proprio per evitare la segregazione e la devianza».

In totale, la Valle d'Aosta si è vista assegnare la quota di 457 migranti ed attualmente ce ne sono 288: oltre ai dieci di Pollein, altri venticinque arriveranno a Villeneuve entro la fine del mese, aggiungendosi ai venticinque che sono stati trasferiti in Valle lo scorso 15 giugno e sono stati distribuiti ad Antey-Saint-André, ad Aosta, a Saint-Christophe, a Verrès ed a Châtillon: «la nostra cooperativa si occupa dell'accoglienza migranti dal 2014 - ha poi puntualizzato, davanti al Consiglio comunale di Pollein, Riccardo Jacquemod, responsabile della cooperativa sociale "La Sorgente" - attualmente, gestiamo una sessantina di richiedenti in strutture a Sarre, Aosta, Châtillon ed Etroubles. Si tratta di ragazzi tra i diciotto ed i trent'anni che arrivano dal Sudan, dal Senegal, dal Gambia, dalla Nigeria e dal Mali. Noi cerchiamo di venire loro incontro ed orientarli rispetto alla nostra realtà. La nostra prassi è di accogliere le persone nel centro di Aosta, verificare chi sono e come si comportano e poi vengono sistemate negli appartamenti. Gli operatori della cooperativa li seguono, non sono abbandonati a loro stessi. Sappiamo bene che le Amministrazioni comunali hanno un ruolo marginale in questo frangente ma noi avvisiamo sempre i Comuni e li incitiamo affinché attivino modalità di restituzione alla comunità, in modo da rendere l'accoglienza attiva e utile a tutti. La convivenza è da conquistare sul campo ed è facilitata da una comunità coinvolta e disponibile».

Filippini ha quindi proposto al Consiglio comunale una risoluzione che prevede "di proporre una gradualità ed un'organizzazione puntuale di progetti di inserimento da parte della cooperativa, un coinvolgimento del "Celva" per ottenere una più equa distribuzione dei migranti sul territorio, facendosi intermediario con la Prefettura e le cooperative, un impegno delle Forze dell'ordine per garantire la sicurezza del territorio, l'informazione puntuale alla popolazione sulla situazione migratoria, il coinvolgimento del Comune nella concertazione degli alloggi" ed ha annunciato che, in quanto autorità preposta alla verifica urbanistica edilizia e igienico sanitaria, attuerà le misure necessarie al fine dell'idoneità rispetto al numero di soggetti che potranno essere ospitati nell'alloggio in questione.

La risoluzione è stata approvata a maggioranza, con l'astensione dei consiglieri di minoranza: «il problema c'è e va affrontato - ha stigmatizzato Enrico Romagnoli, capogruppo dell'opposizione - più che vedere cosa può fare questo o quell'Ente, dobbiamo cercare di capire cosa possiamo fare noi per rendere più adeguata la situazione. Dobbiamo gestire e non delegare».

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