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Matteo Renzi vince le "primarie" del Partito Democratico anche in Valle d'Aosta, dove i votanti si sono drasticamente dimezzati

redazione 12vda.it
Il seggio per le 'primarie' del Partito Democratico in piazza Chanoux ad Aosta

E' calata di oltre il 52 per cento, in meno di quattro anni, in Valle d'Aosta, l'affluenza alle elezioni "primarie" del Partito Democratico: dai 3.571 che si erano espressi l'8 dicembre 2013, sono stati solo 1.888 quelli che, domenica 30 aprile, hanno voluto esprimere, pagando due euro, la loro preferenza per il nuovo segretario nazionale del partito, scegliendo tra l'ex premier Matteo Renzi, che ha vinto con 1.350 voti (il 71,5 per cento), il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha avuto 393 voti (il 20,8 per cento) ed il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, fanalino di coda con i suoi 137 voti (7,3 per cento).

Se tutti gli elettori del PD della Valle d'Aosta avessero partecipato alle "primarie" (ma visto il "ponte" del 1° maggio non si può escludere una buona componente di turisti, la cui reale consistenza non è però stata resa nota, nonostante sia stata richiesta più volte), nell'ipotesi di voto immediato per le "regionali", il calo, rispetto alle elezioni del 2013, sulla base dell'attuale legge elettorale, che prevede tre preferenze, si limita all'11,5 per cento, con un numero di voti che potrebbe mettere a rischio la rappresentanza dello stesso PD in Consiglio Valle. Più pesante la situazione ad Aosta dove hanno votato in 890, meno della metà degli 1.870 che nel 2015 hanno votato la lista che supportava l'attuale sindaco.

I numeri minuscoli della Valle d'Aosta, dove sono stati organizzati ben ventinove seggi, uno dei quali in piazza Chanoux, sotto il Municipio, con i manifesti che sono stati affissi direttamente sulle colonne dei portici, confermano comunque l'andamento nazionale, dove si è calcolata un'affluenza complessiva di circa due milioni di voti: Renzi è in testa con una percentuale superiore al settanta per cento, Orlando gravita intorno al venti per cento ed Emiliano sfiora l'undici per cento.

A parte i commenti trionfalistici di parte, l'unico reale confronto sull'affluenza e sul calo dei voti che si è sviluppato pubblicamente sui "social network" è quello tra Jenny Cagniney, consigliera comunale a Gignod, esponente di "Mouv'", ex attivista del PD, ed Antonella Barillà, ex consigliera regionale di parità, componente della Segreteria regionale del partito: «non capisco, quelli che hanno sostenuto e votato Bersani e poi Civati nel 2013 come possono votare Renzi? - ha commentato su "Facebook" la Cagniney - due linee politiche completamente diverse. Ma vabbè nella vita si può sempre cambiare idea, ma salire sul carro dei vincitori è sempre più facile e conveniente. Comunque è giusto che chi si senta rappresentato da questo PD vada a votare, quando ancora esisteva un PD sano e credibile per me le "primarie" sono state una bella esperienza. Io non sono andata a votare perché nessuno oramai può risanare il PD nazionale e regionale, anche se tra i tre sicuramente Orlando mi è il più simpatico. Ma la democrazia è sempre bella, anche se qui la vincita è praticamente scontata».
«1.889 valdostane e valdostani ritengono che il PD anche in Valle d'Aosta sia "sano e credibile"
- ha ribattuto la Barillà - personalmente guardo con rispetto, anche se non la condivido, la tua scelta di riconoscerti in un'altra compagine politica, ti prego però di non giudicare una "casa" che hai scelto di abbandonare. Io sono dell'idea che la scelta di andarsene è la più facile. La coerenza è difficile ma a volte premia».
«La mia era solo una riflessione personale!
- ha risposto la giovane consigliera comunale - ma guardando i dati, non potete nascondere che dal 2009 e 2013 c'è stato un netto calo di consensi! E questo è inconfutabile! E sicuramente non è a causa delle "regole". Detto questo hai ragione, ho cambiato felicemente casa e ho riscoperto la voglia di fare politica l'entusiasmo che con il PD avevo oramai perso! Il coraggio di mettersi in gioco in prima persona. Ed è stato bello trovare con me in questo nuovo cammino altri compagni che come me nel PD avevano perso la speranza e l'entusiasmo».
«Rinnovo l'augurio a te di chi come me è in cammino per costruire un Partito Democratico forte e inclusivo
- ha ribadito Antonella Barillà - abbiamo perso per strada qualcuno, ne abbiamo trovati altri. Abbiamo una visione per Il Paese e anche per la Valle d'Aosta. Una sinistra parolaia e inconcludente non ci interessa, cantare "Bandiera rossa" e bocciare le riforme non ci interessa. La logica proporzionale dei partiti spezzatino non ci interessa. Noi abbiamo una vocazione maggioritaria ed avremo modo di parlarne e confrontarci».

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