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Presentato Marco Gheller, candidato di "Autonomie per l'Europa", lista apparentata col PD: «gran parte della struttura deve essere riformata»

redazione 12vda.it
Marco Curighetti, Erika Rudda, Giuliano Morelli, Marco Gheller, Sara Favre, Erik Lavevaz e Carlo Marzi

Sono sei i punti del programma della coalizione "Autonomie per l'Europa", formata dai movimenti Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, Stella Alpina ed "Epav - Europeisti Popolari Autonomisti Valdostani", che candida Marco Gheller, 34 anni, impegnato professionalmente nella cooperazione sociale, consigliere di minoranza a Saint-Christophe, membro del "Conseil de direction" di Alpe, nell'area vicina all'attuale assessore regionale all'istruzione Chantal Certan, che, durante la presentazione alla stampa, era seduta in prima fila.
Il programma si ispira alla "Dichiarazione di Chivasso", chiedendo un "progetto di integrazione rinnovato sul modello federale" del documento di cui, lo scorso dicembre, era stato celebrato il 75esimo anniversario, considerato "il più adatto a garantire ed a promuovere i diritti individuali e collettivi ed assicurare un assetto europeo di pace e stabilità".

«Dopo un anno si sta ufficializzando il nostro auspicio». A lanciare la candidatura, nella mattinata di venerdì 26 aprile, ad un mese esatto dalla data delle elezioni europee, con l'obiettivo di raggiungere il "quorum" di 50mila preferenze che potrebbero permettere a Gheller di andare a Bruxelles a rappresentare la Valle d'Aosta, sono stati i responsabili dei cinque movimenti, Erik Lavevaz, presidente UV, Giuliano Morelli, presidente UVP, Erika Rudda, vice presidente di Alpe, Carlo Marzi, segretario di Stella Alpina, assessore alle finanze del capoluogo, e Marco Curighetti coordinatore di "Epav", coordinati da Sara Favre dell'Union Valdôtaine, presidente del Consiglio comunale di Aosta, rappresentante del Comitato "Autonomie 4.0", assocazione informale di liberi cittadini, che raccoglie anche diverse personalità politiche di diversi schieramenti: «che ha l'obiettivo di riavvicinare i movimenti autonomisti valdostani - ha ricordato la Favre - visto che, di fatto, si parla la stessa lingua. Quello che sta avvenendo oggi è un'ufficializzazione di quello che avevamo auspicato un anno fa, una ri-creazione di questo fronte autonomista, di questa federazione».
Creare una costituente del prossimo Parlamento europeo, salvaguardare le diversità e le minoranze, «correggere» le imperfezioni nella struttura europea, dare voce a chi vive sul territorio: sono questi gli obiettivi della lista, che invita «tutti a votare - ha ribadito Sara Favre - il diritto di voto deve essere anche interpretato come un dovere, un'assunzione di responsabilità. Se si vogliono realmente cambiare le cose, se si vuole esprimersi, se si vuole essere ascoltati, è necessario andare a votare».

«Movimenti autonomisti federati per l'apertura della campagna elettorale». «Bisogna uscire da una politica che sta andando verso una personalizzazione sempre più spinta - ha ribadito Lavevaz ad una platea formata prevalentemente da politici - in Consiglio Valle abbiamo assistito ad una polverizzazione sempre più accentuata dei gruppi e dei movimenti, noi abbiamo cercato di fare un percorso che è esattamente l'inverso. Abbiamo iniziato nell'autunno ed oggi questo è un passaggio storico: finalmente per la prima volta i movimenti autonomisti valdostani sono seduti di nuovo dalla stessa parte del tavolo a presentare un progetto che non è nato solo per le elezioni europee, ma è un primo gradino da salire per andare sempre più su. Stiamo cercando di costruire qualcosa insieme e questo è l'aspetto sicuramente più importante per il quale abbiamo lavorato in questi mesi. Ci hanno tacciato di essere stati troppo in silenzio, qualcuno ha fatto capire che il nostro progetto non avrebbe mai portato a niente, ma oggi dimostramo esattamente il contrario, ed inizieremo anche a parlare di più, con una voce sola, proprio per dimostrare che i movimenti hanno intenzione di costruire qualcosa di solido insieme. Lo faremo anche in maniera molto concreta, abbiamo intenzione già per il comizio di apertura della prossima settimana di portare un documento di federazione dei movimenti, e probabilemente in autunno organizzeremo un congresso che deciderà il nostro futuro».

«Con il PD nessuna danza che si protrae nel tempo, sono percorsi paralleli». «Come minoranze linguistiche noi abbiamo il diritto di poterci apparentare con una lista a livello nazionale - ha spiegato Morelli - siccome il processo di federazione delle forze autonomiste ha avuto dei tempi lunghi, e quindi abbiamo dovuto correre, si sono valutate tutte le ipotesi ma l'unica che si poteva concretizzare nei tempi stretti è stata quella con il Partito Democratico, che era quello che offriva le garanzia più certe. L'apparentamento è tecnico, non si tratta di un'avvicinamento politico o di una danza che di protrae nel tempo, infatti il PD ha presentato a sua volta un candidato valdostano (l'ex direttore di "Confindustria" Valle d'Aosta, Edda Crosa, n.d.r.) che definisce il posizionamento delle due liste su due percorsi paralleli, che non per forza sono divergenti ma neanche convergenti».
«I simboli hanno tutti lo stesso peso
- ha aggiunto il presidente UVP, spiegando la genesi del logo elettorale - e sono disposti a corona intorno ad una montagna che assomiglia al Cervino ma non per forza è il Cervino, così nessuna vallata valdostana si sente esclusa. Il monte si staglia sotto il cielo europeo, definito da sette delle dodici stelle della bandiera europea, le altre sono coperte dal monte stesso".

In lista con Marco Gheller ci sono Giacomo Lombardo ed Isa Maggi. Insieme a Marco Gheller, nella lista, che deve essere almeno di tre persone, ci sono anche Giacomo Lombardo, 75 anni, ex dirigente industriale, sindaco di Ostana per la quinta volta, località in provincia di Cuneo che nel 1985 aveva cinque abitanti stabili e che ora punta ad arrivare a cento, ed Isa Maggi, 61 anni, residente a Linarolo, località in provincia di Pavia, imprenditrice sociale, coordinatrice degli "Stati generali delle donne", che durante la campagna elettorale per le elezioni regionali, aveva incontrato ad Aosta le candidate delle diverse liste che avevano firmato il "Patto per le donne": «l'Europa non ha possibilità di competere con le grandi potenze, se non si presenta unita a livello economico e politico - ha sottolineato Gheller - è stata fondata da persone lungimiranti, ma dobbiamo essere consapevoli che gran parte della struttura europea deve essere riformata: ci sono alcune imperfezioni nell'architettura istituzionale che portano oggi a lasciar perdere il progetto. Vogliamo portare il progetto di trasformare l'Europa di Stati in "Europa delle comunità", con un Consiglio non più consultivo ma legislativo perché tutti si sentano rappresentati a livello europeo, attraverso un movimento fatto di persone ferocemente legate al territorio e che nel territorio vivano».
«Mi fa ridere pensare che ci siano forze nazionali alleate con Viktor Orbán o con Marine Le Pen
(il riferimento è alla Lega, n.d.r.) e che parlino di Europa - conclude il candidato valdostano di "Autonomie per l'Europa" - dobbiamo passare per un processo di integrazione europea ed è importante per la Valle d'Aosta essere rappresentati perché le grandi decisioni e i grandi finanziamenti vengono stabiliti a Bruxelles».

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 26 Aprile '19, h.20.40

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