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Pronti i tre nomi tra cui scegliere il prossimo rettore dell'Università, mentre Cassella non si dimette ed aspetta la revoca "non prevista"

redazione 12vda.it
L'ingresso dell'Università della Valle d'Aosta

La discussione all'interno dell'Università della Valle d'Aosta è arrivata al "colpo di stato": nella riunione di giovedì 18 aprile, il senato accademico si è riunito ed ha espresso la terna di docenti tra cui scegliere il nuovo rettore: sono Marco Alderighi, docente di economia industriale proprio nell'Ateneo valdostano, Maria Grazia Monaci, direttore del Dipartimento di scienze sociali e umane, mentre la terza opzione, all'esterno dell'Ateneo, dal momento che lo statuto prevede almeno un nome che non sia scelto fra i docenti dell'Università, cade su Angela Stefania Bergantino, professore ordinario di economia applicata dell'Università di Bari, che nel curriculum vanta anche il titolo di presidente del "Consiglio nazionale dei nuclei di valutazione delle Università italiane.
La scelta sarà effettuata nella riunione del Consiglio accademico di giovedì 2 maggio, sempre che, nel frattempo, arrivi il parere legale di «un prestigioso studio di Torino» a proposito della revoca dell'attuale rettore Fabrizio Cassella.

Come ha detto e ripetuto il presidente della Regione, e del Consiglio accademico, Antonio Fosson «il rettore non si può revocare», ma nella riunione del Consiglio Valle di martedì 16 aprile la consigliera della Lega, e presidente della Regione nel periodo in cui si è aperta la crisi nell'ateneo, Nicoletta Spelgatti, ha sottolineato che «l'anomalia della mancanza dell'istituto della revoca è facilmente superabile, soprattutto in un caso del genere», ed ha sollecitato il presidente della Regione «ad avere il coraggio di fare quanto va fatto, senza temere un eventuale ricorso».
Fosson si è detto «stupito che il rettore non si sia dimesso prendendo atto di questi contrasti e rendendo più facile il percorso, atteso che lo Statuto non prevede l'istituto della revoca, citato dalla Lega quale soluzione». «Per questo - ha concluso il presidente della Regione - se si intraprenderà questo percorso i tempi non saranno brevi ed il cammino sarà lungo».

Intanto il rettore Cassella non ha rassegnato le dimissioni, non può essere revocato e resta quindi ancora in carica, dal momento che il suo mandato scadrà in ottobre, eppure confida: «all'Università io non posso fare più nulla, né un atto né un'iniziativa» ma risponde, ancora una volta, punto per punto alle accuse, sulla proposta di una nomina diretta ed urgente del docente di pedagogia speciale, necessario ad attivare la specializzazione per i docenti di sostegno, che nemmeno le proroghe ventilate hanno potuto far partire, sul freno posto dal rettore al bando per un posto di docente di storia, quando attorno al candidato gravita un'altra questione universitaria su cui la Procura di Siena ha aperto un fascicolo e sulle riunioni del senato accademico rinviate, nel periodo in cui l'Ateneo era stato messo in "esercizio provvisorio".
«Le schermaglie politiche in Consiglio regionale tra l'attuale presidente dell'Università Antonio Fosson e la precedente Presidente Nicoletta Spelgatti nell'attribuirsi le responsabilità delle criticità - ha commentato Fabrizio Cassella - oltre ad essere amplificate ad arte, ricostruiscono i fatti in modo inveritiero e manifestano, nella finta contrapposizione dei due soggetti, l'assoluta disinformazione sulle vicende avvenute nell'Università e, più in generale, proprio sul suo funzionamento. La conclusione dell'operazione mediatica è il singolare e convergente interesse alla revoca del mio incarico di rettore in assenza di serie ragioni: la notizia non è la richiesta di revoca, ma la sintonia su questo punto, che forse induce a porsi qualche domanda sulle ragioni dell'operazione».

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