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Un convegno sulla cura del territorio e sui cambiamenti climatici per ricordare Émile Chanoux

[I.P.] L'incontro "De l'entretien du territoire aux changements climatiques: un colloque pour célébrer Émile Chanoux" ricorda il 75esimo anniversario della scomparsa del più autorevole protagonista dell'antifascismo e della lotta valdostana per la liberazione e l'Autonomia.
Il seminario, organizzato dalla Regione autonoma Valle d'Aosta in collaborazione con il Consiglio regionale, la "Fondation Émile Chanoux" e l'"Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea", si svolgerà sabato 18 maggio nella sala "Maria Ida Viglino" a Palazzo regionale, in piazza Deffeyes ad Aosta, e si aprirà con la proiezione del video "Émile Chanoux, fu suicidio o omicidio?", realizzato dal ricercatore Patrizio Vichi nell'autunno 2017.

Il programma della giornata, moderata dalla direttrice dell'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta Vilma Villot e definito in collaborazione con la "Fondation Émile Chanoux",dopo il saluto delle autorità vedrà, a partire dalle ore 10, gli interventi del presidente della "Fondation Chanoux" Alessandro Celi, del fotografo Stefano Unterthiner e il diplomatico Grammenos Mastrojeni che, scrittore e docente di Environmental and social sustainability all'università "LUMSA" di Roma, è uno dei maggiori specialisti internazionali sul cambiamento climatico.
Nel corso della giornata verranno letti alcuni estratti dagli scritti di Chanoux.

Nel pomeriggio, alle 15.30, l'Istituto storico organizza una visita, guidata da Paolo Momigliano Levi, sui luoghi legati al ricordo di Chanoux. Il punto d'incontro è all'angolo fra via Festaz e piazza Plouves (per informazioni telefonare al numero 0165.40846). Si procederà verso via Frutaz - via Matteotti, dove si trovava la cella di sicurezza in cui Chanoux trovò la morte, il 19 maggio 1944; poi ci si fermerà in piazza Manzetti, dove si trovavano la prefettura e la questura della "Repubblica sociale italiana", dove fu condotto dopo l'arresto del 18 maggio per essere interrogato. Si toccherà il parco Emilio Lussu, via Festaz dove il notaio risiedeva e aveva il suo studio professionale, in cui fu arrestato, e piazza Deffeyes per ammirare la scultura sul frontone del Palazzo regionale: realizzata dallo scultore Cristiano Nicoletta, riporta il motto di Chanoux «Voir clair, vouloir vivre», dal suo scritto "L'esprit de victoire". Il percorso terminerà in piazza Chanoux, che porta il nome del notaio per decisione del Comune di Aosta, dal 1947.

Infine, alle 17 nella sala "Hôtel des États", sotto il Municipio, si svolgerà la conferenza "La Grande Vaincue. L'Europe dans les "Écrits" d'Émile Chanoux", con interventi di Paolo Momigliano Levi e Alessandro Celi. Le opere e gli scritti di Émile Chanoux sono particolarmente critici nei confronti del nazionalismo e lasciano largo spazio alla versione federalista. Questi due argomenti spiegano perché il leader della lotta di liberazione in Valle d'Aosta, sensibile all'idea di un'Europa unita presentata nel "Manifesto di Ventotene", si sia dedicato nella sua ultima opera "Federalismo e autonomie" ad elaborare un progetto di ricostruzione dello Stato che conciliasse un federalismo interno con un progetto di "Stati uniti d'Europa".
Chanoux vedeva in questo progetto politico il primo passo verso un superamento dei nazionalismi e degli irrredentismi che, nella prima e poi nella seconda guerra mondiale, sono stati causa di lutti e distruzioni senza precedenti. L'Europa, scriveva Chanoux, era stata "la Grande Sconfitta", ma avrebbe potuto aspirare ancora a un primato civile se avesse riconosciuto a tutti i popoli che la compongono, grandi e piccoli, i diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino che sono stati calpestati dal "nuovo ordine europeo" caro a Hitler ed a Mussolini.

L'incontro è promosso dall'Assessorato dell'educazione, Università, ricerca e politiche giovanili, in collaborazione con la Presidenza della Regione, l'Assessorato all'ambiente risorse naturali e corpo forestale, l'Assessorato al turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali, e dalla Presidenza del Consiglio regionale.

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