Pubblicati su Internet i nomi e le cifre dei 129 ex consiglieri regionali che percepiscono il vitalizio ma anche la situazione previdenziale degli attuali

Angelo Musumarra
L'aula del Consiglio Valle vista da piazza Deffeyes

E' stata pubblicata nella parte dedicata alla "amministrazione trasparente" del sito Internet del Consiglio Valle, sotto la voce "organizzazione" e quindi nel sottomenu "prestazioni previdenziali" della sezione "Organi di indirizzo politico amministrativo", (e non nella voce "trasparenza della politica", raggiungibile direttamente dalla homepage, dove si trovano tutti i dati relativi ai consiglieri regionali) il documento complessivo dove, in sei tabelle, vengono presentati i dati dei vitalizi, denominato "Previdenza dei consiglieri", pagati dall'Amministrazione pubblica a 129 ex consiglieri regionali, su un totale di 292 che hanno fatto parte dell'Assemblea consiliare dal 1949 ad oggi.

"Anticipata di dieci anni la riforma della previdenza". I dati sono stati pubblicati mercoledì 11 aprile, dopo la promulgazione, lo scorso 26 febbraio, della legge numero 1 del 2018, che definisce le "Nuove disposizioni in materia di sistema previdenziale dei consiglieri regionali", sulla base delle modalità stabilite dall'Ufficio di presidenza: "il Consiglio regionale della Valle d'Aosta nel corso delle ultime quattro Legislature ha adottato diverse iniziative in materia di trasparenza e di riduzione dei costi della politica - si legge nella prima frase del documento di quindici pagine - con la legge regionale numero 28 del 1999, applicata nel 2003 con l'avvio della dodicesima Legislatura, il precedente sistema del vitalizio (regime della prestazione definita, in cui il calcolo era effettuato sulla base di una percentuale dell'indennità di carica) è stato sostituito con un sistema previdenziale contributivo (regime della capitalizzazione), la cui applicazione dal 2003. Di fatto, è stata anticipata la riforma nazionale che nelle altre realtà è stata recepita solo a partire dal 2013".

"Risorse accantonate senza incidere sulle annualità del bilancio". "L'età per conseguire il diritto alla corresponsione della previdenza è fissata a 65 anni ed è diminuita di un anno per ogni anno di mandato consiliare oltre il quinto, fino al limite di sessant'anni - spiega la nota del Consiglio Valle - nel sistema della capitalizzazione sono previste due opzioni, l'erogazione in forma di una rendita mensile e l'erogazione in forma di capitale. Il sistema previdenziale valdostano assicura la sostenibilità di entrambe le opzioni, in quanto le quote a carico del consigliere e del Consiglio sono versate in apposito fondo, con un conseguente accantonamento progressivo delle risorse, senza incidere interamente sull'annualità di bilancio in cui avviene effettivamente l'esborso. C'è da dire che grazie alla riforma del 1999 sono state parimenti accantonate tutte le risorse necessarie ai fini della liquidazione dei vitalizi calcolati con il sistema prima in vigore (ovvero sulla base di una percentuale dell'indennità percepita), senza incidere sulle annualità del bilancio regionale".

La previdenza dei consiglieri regionali è cambiata tre volte. "Riguardo alle percentuali sulla cui base si calcola la prestazione previdenziale nel sistema contributivo - continua il documento - fino al 31 dicembre 2012, il contributo a carico del consigliere è stato del 21 per cento dell'indennità di carica, quello a carico del Consiglio regionale è stato pari al 42 per cento. Con la legge regionale numero 35 del 2012, il Consiglio regionale ha anche ridotto gli importi per l'indennità di carica e ha rimodulato le percentuali del sistema contributivo. Dal 1° gennaio 2013, la trattenuta obbligatoria a carico del consigliere a titolo di contributo è pari all'8,80 per cento dell'indennità di carica, il contributo a carico del bilancio del Consiglio regionale, versato per un periodo massimo di quindici anni, è pari al 24,20 per cento. E' stata inoltre introdotta la facoltà per i consiglieri regionali della Valle d'Aosta, dal 1° gennaio 2016, di rinunciare espressamente al versamento del contributo pensionistico o di interrompere l'incremento della propria posizione".

Vitalizi ridotti fino al 2027 e sospensione dell'adeguamento "Istat". "Nella legge finanziaria regionale 2016/2018, il Consiglio regionale ha approvato alcune misure di contenimento della spesa relativa alla prestazione previdenziale dei consiglieri - ribadisce ancora la nota del Consiglio Valle - recependo la linea definita in sede di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali. Dal 1° gennaio 2016, è stata prevista (inizialmente per tre anni, e poi prorogata fino al 2027, quindi per oltre dieci anni) la riduzione della prestazione, senza nessuna possibilità di recupero, con percentuali dal sei al quindici per cento. Queste percentuali sono state maggiorate del quaranta per cento per i beneficiari di un vitalizio in qualità di ex parlamentare italiano o europeo o di consigliere di altra Regione. Inoltre, per il medesimo periodo, ossia sino al 2027, è stata prevista una sospensione dell'adeguamento all'indice "Istat" per tutte le prestazioni erogate (sistema della prestazione definita e sistema contributivo), nonché dell'adeguamento dell'indennità di carica, base di calcolo per i vitalizi ancora da erogare. Infine, in un'ottica di contenimento della spesa, sono state inserite nella legge di stabilità regionale 2017/2019 alcune disposizioni per gli ex consiglieri regionali e per quelli in carica che rientrano nel regime della prestazione definita, ossia nel precedente sistema: per gli ex consiglieri, la possibilità di chiedere, entro e non oltre il 31 marzo 2017, la liquidazione della propria posizione in forma di capitale, per gli ex consiglieri che non hanno ancora raggiunto il limite di età e per i consiglieri regionali in carica (che hanno una posizione nel regime della prestazione definita), la possibilità di optare per il sistema previdenziale contributivo. Queste opzioni prevedono un abbattimento del capitale dell'undici per cento, calcolato sulla base delle riduzioni dal sei al quindici per cento sopra riportate, assicurando così l'equilibrio del fondo fino al suo esaurimento".

"Ridotta di un terzo la cifra annuale per la spesa dei vitalizi"."L'ammontare è stato quantificato da uno studio attuariale che ha formulato le proprie valutazioni sulla base dell'aspettativa di vita e dell'importo percepito da ciascun ex consigliere - concludono le premesse del documento - valutazioni che sono prudenti e cautelative per l'Ente, perché le tavole di mortalità prese a riferimento sono quelle delle assicurazioni e non quelle degli Istituti previdenziali per i dipendenti, i quali devono contemplare anche delle cautele di tipo sociali, che in questo caso di specie non ci sono. Il Consiglio regionale ha scelto di offrire questa possibilità con il fine di alleggerire la gestione futura del fondo e di consentire dei risparmi nel futuro. Gli ex consiglieri che si sono avvalsi della facoltà di ritirare il capitale - che ha comportato un esborso di complessivi ventidue milioni di euro circa - hanno di fatto consentito al Consiglio di ridurre la cifra annuale per la spesa dei vitalizi ad un terzo, cioè passando da tre milioni ad un milione di euro annui. Risulta così ridotto l'esborso che il Consiglio regionale avrebbe dovuto sostenere già solo nell'arco del prossimo decennio. Per le cifre erogate in forma di capitale non vi è nessun vantaggio di tipo fiscale: infatti, queste sono interamente assoggettate ad "Irpef", che per la parte che eccede i 75mila euro ammonta al 43 per cento, con un ritorno dell'intera somma versata a titolo di tasse nelle casse della Regione, in virtù del riparto fiscale. Per i consiglieri eletti a decorrere dalla quindicesima Legislatura (la prossima, n.d.r.), la legge regionale numero 1 del 2018 ha soppresso il sistema previdenziale prevedendo un versamento, a titolo di contribuzione previdenziale, di un importo pari all'8,80 per cento dell'indennità di carica, da versare a sostegno della rispettiva previdenza complementare indicata dal consigliere, unitamente alla contribuzione a carico del Consiglio regionale fissata nella misura del 24,20 per cento".

Dal milione e cento di Claudio Lavoyer ai ventimila euro per gli eredi di Mario Colombo. Negli anni, novantuno ex consiglieri regionali (in realtà due sono ancora in carica) hanno scelto, o sono stati obbligati, ad incassare il capitale accumulato o, nel caso dei consiglieri che hanno raggiunto il limite minimo di età, hanno preferito farsi restituire i contributi versati da loro stessi e dal Consiglio Valle, per un totale di 24.364.439,73 euro.
In testa a questa classifica c'è Claudio Lavoyer, con un capitale lordo di 1.085.74,36 euro (il netto è quasi la metà), seguito da Leonardo La Torre (778.118,12 euro) e quindi da Gino Agnesod (773.373,71 euro). A seguire, Ilario Lanivi (734.758,56 euro), Roberto Vicquéry (717.664,95 euro), Franco Vallet (717.660,99 euro), Ugo Voyat (715.346,03 euro), Dario Comé (714.962,01 euro), Emilio Rini (687.778,38 euro), Augusto Rollandin (618.424,62 euro), Maurizio Martin (614.928,16 euro), Fedele Borre (608.975,91 euro), Amato Maquignaz (591.685,28 euro) e Carlo Perrin (512.662,49 euro), ultimo dei quattordici che avevano cumulato un capitale superiore al mezzo milione di euro.
Gli ultimi cinque sono gli eredi di Michele Di Stasi con un capitale di 51.131,51 euro, l'88enne Giuseppe Casetta (49.424,69 euro), Ugo Venturella, consigliere regionale per due anni (48.688,45 euro), gli eredi di Sergio Ramera (46.973,21 euro) e quelli di Mario Colombo (20.342,93 euro).

Trentotto assegni mensili: dai 3.600 euro di Valerio Beneforti ai 400 euro degli eredi di Renato Strazza. Meno della metà, in trentotto, sono coloro i quali percepiscono un assegno mensile vitalizio che, nel 2018, impegna le casse del Consiglio Valle per 831.649,44 euro: la "top ten" vede in testa l'85enne Valerio Beneforti con una pensione di 3.617,07 euro, seguito da Joseph-César Perrin (3.389,03 euro) e quindi Bruno Milanesio (3.312,78 euro). Quindi Giovanni Bondaz (3.234,13 euro), Dina Squarzino (3.229,60 euro), François Stevenin (3.134,04 euro), Elio Riccarand (2.989,24 euro), Angelo Mappelli (2.836,84 euro), Augusto Fosson (2.828,27 euro) e Ferruccio Lustrissy (2.827,21 euro).
Gli ultimi tre a fondo classifica sono Renato Praduroux con 488,11 euro al mese, Guido Cesal (441,06 euro) e gli eredi di Renato Strazza (395,22 euro).
In dieci hanno scelto o sono stati obbligati ad una soluzione intermedia, vale a dire di incassare parte di capitale o di contributi versati, ed avere anche un assegno mensile: sono Dina Squarzino, Elio Riccardan, Piero Ferraris, Teresa Charles, Ennio Pastoret, Giulio Fiou, Eddy Ottoz, Cleto Benin, Renato Praduroux e Guido Cesal.

Cinque consiglieri regionali uscenti hanno accumulato un capitale superiore al mezzo milione di euro. Il documento presenta anche la situazione previdenziale dei consiglieri uscenti della 14esima legislatura, dove il capitale maggiore è in capo al presidente della Regione, Laurent Viérin, con 644.646,84 euro, seguito dall'assessore al turismo, Aurelio Marguerettaz, a pari merito con il consigliere Giuseppe Isabellon entrambi con 644.512,87 euro e quindi André Lanièce con 571.322,16 euro, davanti a Marco Viérin, con 566.078,89 euro.
In coda ci sono Stefano Ferrero e Roberto Cognetta, che hanno rinunciato al contributo di 37.643,10 euro a carico del Consiglio Valle, presentando così un capitale ridotto a 13.688,40 euro, insieme ai consiglieri supplenti che anch'essi, hanno tutti rinunciato al capitale prevendenziale non obbligatorio, con Carlo Norbiato e Paolo Contoz con 5.247.80 euro (14.431,26 euro non capitalizzati), Andrea Padovani a 5.215,89 (14.343,51 euro non capitalizzati), Paolo Cretier a 5.065,29 (13.929,40 euro non capitalizzati) e Davide Perrin a 1.551,35 euro (4.266,21 euro non capitalizzati). Le trattenute obbligatorie sono state invece ritirate da Antonio Fosson (125.765,49 euro) e da Ego Perron (127.774,10 euro).
 

 

 

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 12 Aprile '18, h.12.40

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