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Sergio Barathier si è lamentato con il colonnello Rocco per «il "fuoco incrociato" che stava ricevendo su Gerardo Cuomo»

redazione 12vda.it
Uno dei tavoli del ristorante dell'hotel 'Royal & Golf' di Courmayeur

Tornando all'originaria segnalazione del tenente colonnello Massimo Rocco al Procuratore della Repubblica di Aosta, l'ufficiale, sentito il 20 maggio 2016 riferiva, altresì, che in data 8 gennaio 2016 aveva partecipato ad un evento organizzato presso l'hotel "Royal & Golf" di Courmayeur, su invito del socio Sergio Barathier, con il quale aveva instaurato un rapporto «di buona confidenza».

«Il fuoco incrociato su Gerardo Cuomo». Nei mesi precedenti Barathier lo aveva informato di essere stato indagato dal dottor Pasquale Longarini e dalla Guardia di Finanza di Aosta per una presunta frode fiscale, vicenda che confidava di risolvere con il solo pagamento di un'importante sanzione tributaria. Nel corso della serata mondana Barathier gli chiedeva «con un certo stupore cosa slesse succedendo in relazione al fuoco incrociato che stava ricevendo su Cuomo. Qualche giorno prima il dottor Longarini avrebbe telefonato a Claudio Coriasco, suo dipendente, direttore di "Royal & Golf", chiedendogli se l'hotel potesse cambiare fornitore di prodotti alimentari ed affidare la fornitura alla ditta "Caseificio Valdostano" di Cuomo».
Il tenente colonnello Rocco dava atto di avere svolto alcuni accertamenti preliminari per verificare la fondatezza della notizia ricevuta, con esito positivo, in quanto emergeva che Sergio Barathier effettivamente aveva contattato al telefono Gerardo Cuomo, già sottoposto ad intercettazione telefonica nell'ambito delle indagini torinesi, nelle seguenti occasioni: «l'8 gennaio, alle ore 11.14 quindi il giorno stesso dell evento, per richiedergli un listino prezzi in formato "excel"; il 13 gennaio, alle ore 10.49 per incontrarsi all'ingresso dell'hotel; il 14 gennaio, alle ore 9.51, per concordare un incontro con lo chef e l'economo dell'hotel; il 3 febbraio per effettuare un ordinativo di merce».
La vicenda della "sollecitazione" da parte del dottor Longarini a Sergio Barathier ad avvalersi di Gerardo Cuomo e delle sue aziende quale fornitore di prodotti alimentari per l'hotel di Courmayeur era stata, secondo i Pubblici ministeri, accertata dalle indagini svolte consistile in intercettazioni telefoniche di tutti i soggetti coinvolti, nell'assunzione di informazioni da parte dello stesso Barathier e del direttore dell'hotel "Royal & Golf", nonché in acquisizioni documentali.

«Ricordo una telefonata da Longarini che mi parlava di Cuomo». Specificamente, Claudio Coriasco, sentito in data 14 luglio 2016, quale persona informata sui fatti, aveva dichiarato: «conosco il Pubblico ministero Longarini da tanti anni. In passato, ai tempi dell'università. avevo degli amici in comune con lui e spesso ci incontravamo a cena. Attualmente non lo frequento assiduamente ma comunque è una mia conoscenza. Conosco bene anche sua moglie ed il figlio. Abbiamo pur sempre un rapporto confidenziale e ci diamo del tu».
Domanda: «corrisponde al vero che lei ha ricevuto una chiamata dal dottor Longarini in merito ad una fornitura di prodotti alimentari dal "Caseificio Valdostano" di Gerardo Cuomo?».
Risposta: «effettivamente ricordo di aver ricevuto una telefonata dal dottor Longarini, il quale mi indicò un fornitore di prodotti caseari che non conoscevo personalmente, ma di cui avevo sentito parlare, che non era tra i fornitori dell'hotel, aggiungendo che potevamo contattarlo per eventualmente avviare un rapporto. Ciò che in effetti mi risulta essere avvenuto. Il "Caseificio" è attualmente uno dei nostri fornitori, del quale siamo soddisfatti. Non sono io che ho dato seguito a questa indicazione ma Barathier, il quale evidentemente ha chiamato Cuomo e si è accordato con lui ed ha anche curato la negoziazione dei prezzi. Io ho visto Cuomo solo in hotel una volta, sicuramente invitato da Barathier. Quel giorno vi è stato un incontro al bar dell'albergo tra Barathier e Cuomo al quale io non ho partecipato».

«Barathier adirato con la Guardia di Finanza per l'indagine non fondata». A domanda risponde: «so che Barathier è sottoposto ad indagini ad Aosta ed in particolare per l'attività della gioielleria "Aurum", di cui lui è proprietario. A questa indagine è estraneo l'albergo di cui io sono il direttore. So che il titolare dell'indagine nei confronti di Barathier è il dottor Longarini. Non ho però avuto modo di parlare con lui dell'indagine. Sono andato tuttavia in Procura, nel suo ufficio, a ritirare degli atti riguardanti quell'indagine da portare all'avvocato Craveia, rilasciati dalla segreteria dell'ufficio di Longarini. E' stata una cortesia che mi aveva chiesto Barathier. Barathier e Longarini si conoscono. Non so da quanto tempo. Certamente Longarini lo conosco meglio io. Longarini. nell'occasione della consegna dei documenti, durante un breve momento nel quale abbiamo preso un caffè insieme, non mi parlò dell'indagine a carico di Barathier».
Domanda: «ha parlato con Barathier dell indagine a suo carico?».
Risposta: «sì, ho parlato con Barathier dell indagine a suo carico. Lui mi ha sempre detto che l'indagine non è fondata ed è molto adirato con la Guardia di Finanza».
Domanda: «sa se Barathier ha parlato con Longarini dell'indagine?».
Risposta: «si, perché me lo ha riferito Barathier stesso. Questi mi ha detto che il Pm gli ha riferito di andarsene tranquillamente in vacanza e che si sarebbero rivisti a settembre».


(3 - continua)

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