Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Sulla legge-delega per l'ordinamento sportivo voto contrario del senatore Albert Lanièce: «le Istituzioni sportive restino autonome dalla politica»

comunicato stampa
Il senatore valdostano Albert Lanièce

«Forti perplessità per una legge-delega che rischia di depotenziare il CONI e le sue articolazioni territoriali e che, soprattutto, rischia di lasciare sempre più le Istituzioni sportive in balia della politica e delle sue logiche, che invece dovrebbero restare fuori dallo sport». Così, intervenendo in aula il senatore dell’Union Valdôtaine e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, Albert Lanièce sulla legge-delega al Governo in materia di ordinamento sportivo.

«Lo sport ha un’importanza fondamentale per la promozione della salute e per la prevenzione primaria e secondaria delle patologie principali che affliggono la nostra società. È uno straordinario strumento di coesione sociale e quello professionistico è anche una voce importante dal punto di vista economico. Per questo occorre migliorare l’organizzazione degli Enti preposti al governo di tutto il mondo sportivo, ma questo va fatto tutelando il più possibile la loro dignità e indipendenza istituzionale. Ad esempio bisognerebbe rafforzare la già prevista autonomia gestionale degli organismi regionali per la promozione delle attività sportive, gli impianti e le strutture. Non dimentichiamoci che l’ordinamento sportivo è stato definito come competenza concorrente tra Stato e Regioni a Statuto speciale, proprio per garantire la costruzione di politiche che sappiano misurarsi con le specifiche esigenze di ciascun territorio. Invece, con questa legge-delega, il Governo si attribuisce funzioni d’intervento su una così grande pluralità di materie e con un indirizzo di fondo che invece lascia immaginare che si andrà nella direzione opposta».

«La politica interviene già abbastanza - ha concluso Lanièce - ma la sensazione è che lo si farà sempre più, privando gli organismi sportivi di quella autonomia necessaria per compiere sempre le scelte migliori. Per queste ragioni il mio giudizio è di contrarietà e di forte preoccupazione»

timeline