Tre componenti "non valdostani" nominati dalla Giunta nel Consiglio dell'UniVdA: critiche sulla scelta di Stefano Bruno-Galli, accusato di "fascioleghismo"

redazione 12vda.it
Stefano Bruno-Galli

«Siamo particolarmente orgogliosi dei curricola delle persone che andiamo a nominare». Così Nicoletta Spelgatti, presidente della Regione e del Consiglio dell'Università della Valle d'Aosta ha presentato, martedì 30 ottobre, le nomine dei tre nuovi componenti dell'organo di governo dell'ateneo valdostano (composto da tredici membri tra cui la stessa Spelgatti e l'assessore regionale all'istruzione e cultura Paolo Sammaritani), che vanno a sostituire gli uscenti Giuseppe Rivolin, Sylvie Bancod Moglia e Marie-Rose Colliard.
Sono il professor Stefano Bruno-Galli, docente di Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche nell'Università degli Studi di Milano, attuale assessore alla cultura ed all'Autonomia della Regione Lombardia: «autore di numerose pubblicazioni sul federalismo - ha sottolineato la presidente della Regione - tra cui una riedizione di "Federalismo e autonomie" di Émile Chanoux e che è uno dei pochi conferenzieri che va in giro per l'Italia a parlare di Chanoux, tanto che l'abbiamo anche portato in Valle d'Aosta (lo scorso 15 maggio, per una tavola rotonda, insieme a Riccardo Molinari, Etienne Andrione, Edoardo Rixi e Flavio Di Muro e il 26 novembre 2016, per il "no" al referendum costituzionale, n.d.r.)», il dottor Annibale Salsa, «antropologo, già collaboratore del "Brel" - ha ricordato la Spelgatti - esperto dei problemi delle popolazioni di montagna e delle minoranze, autore di una vastissima produzione scientifica sul tema» e, per la parte di area francofona, il dottor Nicolas Schmitt «capo-ricercatore all'Institut du Fédéralisme de l'Université de Fribourg, in Svizzera - ha evidenziato ancora la presidente della Regione e dell'UniVdA - consulente internazionale sul tema del decentramento e del federalismo, autore di notevole produzione scientifica sui temi, in particolare, dell'articolazione istituzionale di uno Stato federale e del funzionamento delle realtà territoriali multilingue».

«Vogliamo dare un respiro internazionale all'Università, che deve essere legata ad Autonomia e federalismo». «L'obiettivo di queste nomine è chiamare dei docenti universitari che hanno un collegamento molto stretto con la Valle d'Aosta - ha precisato Nicoletta Spelgatti - tra l'altro, i due italiani collaborano entrambi con l'Università della Montagna. Vogliamo riportare l'Università a concentrarsi su temi legati al nostro territorio, alla montagna, per cercare di vedere per il futuro una programmazione differente per quanto riguarda corsi e master e soprattutto per cercare di dare un respiro internazionale ma anche nazionale, legato al nostro arco alpino, con questi collegamenti, perché comunque l'Università della Valle d'Aosta deve essere più legata al territorio come tematiche, come federalismo ed Autonomia ma, nello stesso momento, aprirsi anche ad altre Università, in maniera tale da poter avviare delle collaborazioni nazionali ed internazionali di più ampio respiro».

"Bruno-Galli non è ideologicamente appropriato per l'incarico". Se per Annibale Salsa e Nicolas Schmitt non ci sono stati particolari commenti, la nomina di Stefano Bruno-Galli ha provocato più di un polemica: "il "Comité fédéral" dell'Union Valdôtaine prende atto con grande stupore della nomina dei nuovi componenti del Consiglio dell'Università della Valle d'Aosta - si legge in una nota del "mouvement" - pur rilevando l'innegabile competenza dei professori nominati, stigmatizziamo la scelta di Stefano Bruno-Galli che non è appropriata da un punto di vista politico, considerando che ricopre la carica di assessore regionale della Lombardia, ma soprattutto non è ideologicamente appropriato. Il signor Stefano Bruno-Galli era infatti presente alle iniziative del movimento neofascista "Lealtà Azione" solo pochi mesi fa. Considerando che l'UV, sin dalla sua origine, è legata ai valori della Resistenza ed oggi come ieri vuole combattere contro ogni forma di fascismo che ritorna, ritiene che questo passaggio sia un affronto alla storia ed alla cultura antifascista della Valle d'Aosta, soprattutto in questa nomina che riguarda la più importante Istituzione formativa per i giovani valdostani".

«La Valle d'Aosta terra di conquista per amici e accoliti leghisti». «A seguito della nomina di un assessore regionale leghista nel consiglio dell'Università della Valle d'Aosta si conferma la logica spartitoria e clientelare della Lega - ha insistito l'ex presidente della Regione, Laurent Viérin, consigliere regionale dell'Union Valdôtaine Progressiste - che, in questo caso , ha utilizzato l'ateneo valdostano come merce di scambio per piazzare amici e compagni di partito. Una nomina, peraltro, sulla quale aleggia l'ombra di tendenze neofasciste. Fa specie che istituzioni quali quelle formative siano utilizzate in questo modo per scopi politici e partitici. La Valle d'Aosta continua purtroppo ad essere terra di conquista per amici e accoliti leghisti in barba al tanto sbandierato cambiamento con la complicità di alcuni finti autonomisti quali Mouv' che, anzi, partecipano al banchetto sperando di poterne spartire le libagioni».

"Revocate la nomina e lasciate libera l'Università". "All'Università della Valle d'Aosta servirebbe un Consiglio in grado di rinnovarla - hanno aggiunto, in una nota congiunta i tre consiglieri regionali di "Impegno Civico" - connetterla con le reti del sapere europeo e mondiale e rispondere in maniera adeguata ai bisogni del territorio. Un'Università Autonoma, per un libero sapere, un'Università aperta al mondo e non reclinata sul locale. Apprendiamo, invece, che tra i nominati, nessuna donna, dalla Giunta regionale c'è Stefano Bruno-Galli, assessore della regione Lombardia e noto alle cronache per aver partecipato alla festa di "Lealtà Azione". Organizzazione che ai valdostani può dire poco, ma che a livello nazionale è conosciuta per essere dichiaratamente fascista. Pensiamo sia inaccettabile, per tutti i valdostani democratici, vedere nelle Istituzioni culturali della nostra regione la presenza di una persona che partecipa ad un evento di questo genere".
"Questa Lega è uguale a quella romana - hanno scritto ancora Alberto Bertin, Chiara Minelli e Daria Pulz - nulla di differente. Stupisce, invece, che chi, fra i membri del Governo, si identifica nell'autonomismo e si rifà ai valori della Resistenza possa andare a braccetto con nazionalisti ed estremisti di destra. La nomina del professor Bruno-Galli è inadeguata perché un assessore regionale non può disporre del tempo necessario da dedicare alla nostra Università ed è inopportuna perché punta ad imporre una determinata visione politica dentro ad una comunità scientifica. Chiediamo che questa nomina sia revocata e che l'Università sia lasciata libera, finalmente, di svolgere la sua attività di centro di formazione e diffusione della cultura".

«Quanti di quelli che attaccano Bruno-Galli conoscono Chanoux come lui?». Se Roberto Luboz, consigliere regionale della Lega, auspica che «possa esserci presto la possibilità di apprezzare lo spessore culturale e la sensibilità autonomista e federalista» nei confronti Stefano Bruno-Galli, Manuel Cipollone, studente di Scienze politiche presso l'ateneo valdostano (già candidato alle elezioni comunali di Aosta del 2015, nella lista civica di supporto alla Lega) ha ricordato che «veniamo da anni in cui la politica valdostana non ha né prodotto né assimilato autentici uomini di cultura. Quelle poche eccezioni che ci sono state, e che non cito per non creare inutili imbarazzi, sono state marginalizzate o hanno dovuto scegliere l'esilio dall'attività politica per evitare la contaminazione e l'ignominia».
«Quella stessa politica, priva di riferimenti, zeppa di slogan di cui non comprende più il significato
- ha proseguito lo studente - oggi ha aperto la macchina del fango su una personalità che ha dedicato la sua vita allo studio e alla nobilitazione dell'autonomismo territoriale. Stefano Bruno-Galli, un autorevole erede di Gianfranco Miglio, ha scritto numerosi volumi sul federalismo, senza mai nasconderne anche le simpatie politiche. Un volume su tutti però potrebbe interessarci: "Émile Chanoux, federalismo e autonomie". Quanti di quelli che, per fare polemiche strumentali, lo stanno attaccando, possono vantare una conoscenza tanto approfondita del pensiero politico di Chanoux? Nessuno. E quelli che, anche qui nella terra natia, ce l'hanno questa conoscenza, in effetti, non stanno polemizzando sulla figura del professore. Quindi piccoli feudali senza più feudo, non fate quelli che l'autonomia è sotto attacco perché è stato nominato un barbaro milanese, perché i barbari siete voi. E scusate lo sfogo, ma l'accusa di fascista, sempre pronta nella fondina, ad una personalità come quella di Galli, a prescindere dalla politica, grida giustizia al cielo».

«E' grave non aver nominato nessun valdostano, qui abbiamo intelligenze qualificate». Più generale è la critica di Pierluigi Marquis, capogruppo della "Stella Alpina - PNV", con due assessori nella Giunta Spelgatti che ha votato i tre nuovi componenti: «avere nominato nel Consiglio dell’Università della Valle d'Aosta tre soggetti provenienti da fuori Valle è grave sotto il profilo politico-culturale - ha osservato - è vero che la Valle d'Aosta deve aprirsi agli apporti esterni ma è altrettanto vero che in loco disponiamo di intelligenze e risorse qualificate idonee a questo incarico, in grado fornire il proprio contributo allo sviluppo dell'Università. Una soluzione mista forse avrebbe consentito di affiancare alla conoscenza delle peculiarità della nostra cultura, del nostro territorio e dell'identità valdostana utili energie e competenze esterne. In ultimo, nominare in questo ruolo un assessore della Regione Lombardia è uno schiaffo alla nostra specialità, inopportuno sotto il profilo politico, che lascia trapelare superficialità d'approccio o ancor peggio sudditanza a direttive esterne».

«Ho sempre dimostrato la mia sensibilità nei confronti dell'Autonomia, che vado a spiegare ovunque mi invitino». «Sono del tutto prive di fondamento le polemiche sulla mia nomina, con voto unanime della Giunta regionale, a consigliere dell'Università della Valle d'Aosta - ha risposto l'interessato, giovedì 1° novembre, nel suo primo giorno d'incarico valdostano - trovo insensato che alcune forze politiche locali definiscano "inopportuna da un punto di vista ideologico" la scelta di nominare il sottoscritto solo perché, l'estate scorsa, ho accettato l'invito di partecipare a un dibattito pubblico sul tema dell'Autonomia organizzato nel milanese da "Lealtà e Azione". Accettare l'invito a un dibattito non significa condividere le idee di chi ti invita o della platea che partecipa all'incontro».
«Negli ultimi anni, basta andare a verificarlo sui quotidiani - ha aggiunto Stefano Bruno-Galli - sono andato a spiegare i contenuti e i vantaggi che porterebbe una maggiore autonomia della Regione Lombardia in ogni sede. Sono andato ovunque, da sinistra a destra, alle feste del Partito Democratico come di altri partiti o movimenti. Sono andato ovunque mi abbiano invitato per un confronto. Sono uno spirito democratico e in un quadro democratico vado ovunque possa illustrare le mie idee, e dare spiegazioni, su un tema fondamentale per la vita di dieci milioni di cittadini lombardi quale l'Autonomia. Per questa ragione vado anche ad un evento organizzato da "Lealtà e Azione" e andrò, se vorranno invitarmi, allora come oggi, a eventi organizzati da movimenti di sinistra o dai centri sociali».
«Il confronto è il sale della democrazia e della civiltà - ha ribadito il neo componente del Consiglio dell'Università valdostana - e come diceva la scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall, frase poi ripresa e fatta propria dal patriarca dei Lumi, Voltaire, "non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò con la mia vita il tuo diritto a dirlo". La mia storia personale, di studioso e di politico, parla per me: se c'è qualcuno che, sin da quando portava le braghe corte, ha sempre dimostrato, con i fatti e con gli scritti, la propria sensibilità per le questioni dell'Autonomia, del federalismo, del regionalismo e delle minoranze, quello sono io. Il resto sono solo chiacchiere a vuoto, sterili e strumentali polemiche costruite sul nulla. E lasciano il tempo che trovano».

«Simbiosi ideale tra Lega e movimenti neofascisti». «In merito alle frequentazioni del neo eletto nel Consiglio dell’ Università della Valle d’Aosta, Stefano Bruno-Galli, ci permettiamo di richiamarci agli insegnamenti del presidente Sandro Pertini, che ci ricordava che "Il fascismo non è un'opinione. E' un crimine" - hanno sottolineato, in una nota congiunta, Fabrizio Spadini per il Partito Comunista VdA e Francesco Lucat per Rifondazione Comunista - contribuire al successo di iniziative come la "Festa del Sole" promossa da "Lealtà ed Azione" ad Abbiategrasso, come ha fatto l'assessore Galli (sic.), è un ulteriore segnale del fatto che la Lega, da sempre, mantiene una simbiosi ideale con movimenti dichiaratamente e palesemente neofascisti e neonazisti. Non è nemmeno una novità il tentativo di acquisire al proprio schieramento, come fa Galli (sic!), figure come Émile Chanoux. Ci hanno provato persino con Antonio Gramsci. Pare che in questa occasione l'Union Valdôtaine abbia avuto un apprezzabile sussulto di dignità che ci auguriamo non resti isolato ma sia l'occasione per riprendere coscienza del fatto che autonomismo ed antifascismo sono due facce della medesima medaglia. Con chi si richiama apertamente al fascismo ed al nazismo, non si discute. Noi restiamo fedeli al patto di Piero Calamandrei, quel patto "giurato fra uomini liberi, che volontari si adunarono, per dignità, non per odio, decisi a riscattare la vergogna ed il terrore del mondo". Una vergogna ed un terrore che, con grande preoccupazione, vediamo ripresentarsi nelle nostre società».

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 1 Novembre '18, h.22.45