Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Trentasette "tifosi" indagati per vendita illegale di biglietti della "Juventus" e per associazione a delinquere, estorsione, autoriciclaggio e violenza

redazione 12vda.it
La vendita illegale di un biglietto

Nella mattinata di lunedì 16 settembre, nell'ambito di un'articolata indagine della "Digos" della Questura di Torino coordinata dal Gruppo criminalità organizzata della locale Procura della Repubblica, sono state eseguite dodici misure cautelari, sei in carcere, quattro arresti domiciliari e due obblighi di dimora, nei riguardi dei principali leader dei gruppi "ultrà" juventini dei "Drughi", Geraldo Mocciola di 56 anni, Salvatore Cava di 51 anni, Domenico Scarano di 58 anni, Sergio Genre di 43 anni e Luca Pavarino di 51 anni; di "Tradizione - Antichi Valori", Umberto Toia di 54 anni, Massimo Toia di 55 anni e Corrado Vitale di 45 anni; dei "Viking", Fabio Trinchero di 48 anni e Roberto Drago di 47 anni; del "Nucleo 1985", Christian Fasoli di 42 anni, e di "Quelli... di via Filadelfia", Giuseppe Franzo di 55 anni, indagati per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

Nell'ambito della medesima indagine sono stati altresì denunciati venticinque "ultrà" della "Juventus" per violenza privata aggravata in concorso, di cui diciassette dei "Drughi", due dei "Nab", uno dei "Viking", uno di "Tradizione" ed altri quattro dei "Drughi", quest'ultimi anche per associazione a delinquere.
Nel corso dell'operazione "Last banner", coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sono state eseguite, con la collaborazione delle "Digos" di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L'Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, 39 perquisizioni delegate dalla locale Autorità giudiziaria, di cui ventiquattro a Torino e quindici in altre città.

«L'attività di indagine della "Digos", svoltasi per oltre un anno - spiegano gli inquirenti - è scaturita da una denuncia sporta dalla "Juventus", squadra molto seguita anche in Valle d'Aosta ed ha consentito al Gruppo criminalità organizzata della Procura di Torino di acquisire incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva posta in essere dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri, "Drughi", "Tradizione", "Viking", e "Nucleo 1986", nei confronti della citata società calcistica, nell'ambito della quale un ruolo predominante è stato ricoperto dai "Drughi", non solo per il considerevole numero degli aderenti, circa settecento, alle diverse "sezioni" sparse anche all'estero, ma anche per il carisma dello storico leader Geraldo Mocciola, attualmente sottoposto a "daspo" ed alla sorveglianza speciale, derivante dai suoi numerosi trascorsi criminali e dalla sua contiguità con organizzazioni criminali calabresi, come emerso dalla nota indagine "Alto Piemonte". L'interruzione, alla fine del campionato 2017/2018, di alcuni privilegi concessi ai gruppi "ultrà" ha infatti determinato, sin da subito, una "reazione" dei leader storici che, vistisi negare alcuni abbonamenti gratuiti per i cosiddetti "striscionisti", hanno definito una capillare strategia criminale per "ripristinare" quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione "di forza" nei riguardi della "Juventus"».
 



«A tal fine, i capi "ultrà", nell'ambito di un accordo condiviso - precisano dalla Questura di Torino - dopo aver avanzato illecite richieste, come biglietti gratuiti, materiale della "Juventus" e partecipazione ad eventi, essendo consapevoli dei connessi risvolti penali, hanno convenuto, strategicamente, di celare la predetta finalità delittuosa con una campagna denigratoria e di contestazione verso la "Juventus", che ha portato all'irrogazione da parte della giustizia sportiva di sanzioni pecuniarie ed alla chiusura della "curva sud" per una gara di campionato, ricollegandola, pretestuosamente, all'aumento dei costi degli abbonamenti ed al rientro in squadra del calciatore Bonucci. In tale contesto, la società sportiva, al fine di evitare ripercussioni e danni di immagine, ha dovuto garantire circa trecento biglietti a pagamento per le gare in trasferta di campionato e di "Champions league" che sono stati poi in parte redistribuiti dai capi ultrà ricavando indebiti profitti, come autoriciclaggio».

«E' stata inoltre accertata la capillare attività dei "Drughi" per recuperare, a prezzo di costo, centinaia di biglietti di accesso allo stadio per le partite casalinghe della "Juventus" - evidenziano ancora gli investigatori - avvalendosi di biglietterie compiacenti sparse su tutto il territorio nazionale, in parte distribuendoli tra le varie sezioni dei "Drughi", secondo le direttive di Mocciola e con rincari rispetto al prezzo di mercato, ed in parte rivendendoli ad altri tifosi realizzando maggiori guadagni. Non solo: i capi "ultras" dei "Drughi" e di "Tradizione" hanno utilizzato la propria forza intimidatrice anche per ottenere indebitamente dai gestori della società concessionaria del bar del settore dove sono allocati venticinque consumazioni gratuite per ogni partita casalinga».

Le indagini hanno altresì evidenziato come la "strategia estorsiva" sia stata attuata anche esercitando "pressioni" sui frequentatori "normali" della curva che hanno "dovuto" attenersi ai divieti "imposti" dai capi "ultrà" di "non" intonare cori e slogan durante le partite al fine di far percepire, anche ai mass media, un "clima ostile" verso la società, evidenziando, nel contempo, anche la loro capacità di condizionare il "tifo" di tutta la "curva sud" dell'Allianz Stadium.  «E' stato inoltre acclarato come le predette condotte "intimidatorie", poste in essere anche dai leader del gruppo dei "Nab", ai danni degli altri frequentatori della curva, sulla base di un cliché comune anche ad altre tifoserie - raccontano i gli agenti della "Digos" - siano state finalizzate ad imporre, avvalendosi della forza intimidatrice tipica delle organizzazioni criminali, tutte le strategie dei gruppi "ultrà", quali "unici" detentori del tifo organizzato. A tal riguardo, è stato riscontrato come siano state di fatto interdette alcune parti della "curva sud" ai tifosi cosiddetti "normali", alcuni dei quali sono stati assunti a sommarie informazioni, confermando i soprusi degli "ultrà", anche mediante la delimitazione con nastri ed il materiale allontanamento di coloro che si avvicinavano, senza quindi tener conto della titolarità del posto indicato dal biglietto posseduto, riservandole invece ai soli aderenti ai gruppi "ultrà"».

«Analoghe condotte prevaricatrici sono state poste in essere nei confronti di alcuni "Club Doc Juventus" - concludono gli inquirenti - ai quali, in talune occasioni, è stato imposto di rimuovere gli striscioni nonché nei riguardi del neo sodalizio ultras "True Boys", mai accettato in curva».

L'Assessorato al turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali della Valle d'Aosta, lo scorso giugno aveva deciso di spendere quasi 40mila nei confronti della "Juventus" per un "progetto promozionale a sostegno dell’immagine turistica della regione da attuare in occasione del ritiro estivo in Valle d'Aosta della formazione Primavera" che aveva svolto, dal 22 al 31 luglio il ritiro estivo a Morgex, scegliendo la proposta di "un pacchetto di azioni pubblicitarie che fanno leva sulla popolarità della "Juventus" e sulle ricadute positive associate al ritiro estivo della squadra giovanile di punta".

 

timeline