Un rogo distrugge il magazzino del "Salumificio Bertolin" ad Arnad: nessuna persona coinvolta, ma i danni sono ingenti, anche per la perdita della produzione

Angelo Musumarra
Il capannone del 'Salumificio Bertolin' distrutto dalle fiamme

«Tanto la pensione non me la danno ancora, mi tirerò di nuovo su le maniche e avanti». Marilena Péaquin Bertolin, imprenditrice di Arnad e consigliera regionale uscente dell'Union Valdôtaine, che non si ricandiderà alle prossime elezioni, riesce a ritrovare l'energia che l'ha sempre caratterizzata, dopo il rogo che, nella mattinata di giovedì 5 aprile, ha praticamente distrutto il magazzino del "Salumificio Bertolin", nella vecchia sede, vicino al borgo di Arnad: «era il nostro primo stabilimento - racconta la Péaquin a 12vda - costruito dal 1980 al 1985, che abbiamo sempre aggiornato e manutenuto secondo le norme, perché noi lì facciamo sia lo stoccaggio che l'affumicazione dello speck e la stagionatura del prosciutto. In questo periodo era strapieno perché stavamo preparando le forniture per agosto. Le fiamme ci hanno provocato un danno enorme, non solo per la merce, ma anche per la perdita di clienti che, inevitabilmente, si verificherà».

«Se l'incendio capitava ieri sera avremmo avuto cinque morti». Il numero di prosciutti che, indicativamente, era presente nel magazzino superava i cinquecento pezzi, mentre i macchinari andati distrutti avevano un valore economico intorno ai duecentomila euro. Fortunatamente l'incendio non ha coinvolto persone: «è l'unica cosa che mi consola - aggiunge Marilena Péaquin Bertolin - dato che non c'era nessuno dentro a lavorare, ed il fatto che i miei figli (Guido, amministratore delegato della società, ed Alexandre, anche lui impegnato nell'azienda di famiglia, n.d.r.) sono qui con me. Loro abitavano sopra e se il rogo capitava ieri notte e nessuno se ne accorgeva, oggi piangevamo cinque morti».

Incendio provocato "verosimilmente per cause elettriche". Secondo i tecnici dei Vigili del fuoco, l'incendio, verificatosi all'interno del capannone, non sarebbe di origine dolosa ma "verosimilmente sviluppato per cause elettriche", si legge in una notta ufficiale: sul posto hanno operato, per oltre sei ore, oltre ai professionisti di Aosta, anche tre squadre di volontari. E' stato necessario interrompere, per diverse ore, il traffico sulla strada statale 26 per effettuare le operazioni di spegnimento: «per il momento non possiamo entrare neanche noi - spiega ancora la Péaquin - i Vigili del fuoco torneranno per controllare che sia tutto a posto, ma noi non sappiamo cosa sia successo, loro faranno un giro e ci diranno».

Sessant'anni di attività, sempre in crescita. Il "Salumificio Bertolin" aveva festeggiato, lo scorso anno, i sessant'anni di attività: l'azienda era stata fondata nel 1957 come macelleria e, nel 1980, Rinaldo Bertolin la prese in gestione, espandendone l'attività e facendola conoscere, insieme al tipico "Lardo d'Arnad", nel resto d'Italia e praticamente in tutto il mondo. Dopo la grande crescita, sviluppatasi all'inizio degli anni duemila, nel 2006 Rinaldo Bertolin muore improvvisamente, a causa di un infarto, mentre rientrava da un viaggio di lavoro: le redini dell'azienda passano quindi alla moglie Marilena che coinvolge anche i due figli e, nel 2011, viene inaugurata la nuova sede, in località Champagnolaz, fuori dal centro abitato di Arnad.

L'impegno politico di Marilena Péaquin Bertolin. Nel 2013 la Bertolin si era candidata alle elezioni regionali con l'Union Valdôtaine ed era stata eletta con 1.574 voti, arrivando a ricoprire, nel 2014, per tre mesi, il ruolo di vice presidente del Consiglio Valle: il suo compenso per l'attività politica viene devoluto in beneficenza, ma recentemente la Corte dei conti della Valle d'Aosta ha bloccato anche a lei i conti correnti, gli investimenti, i titoli ed oltre 300mila euro di proprietà immobiliari, in seguito al suo coinvolgimento, insieme ad altri venti tra consiglieri ed ex consiglieri regionali, nell'inchiesta sul finanziamento pubblico al "Casinò de la Vallée", attribuendole tre milioni e 333mila euro di danno erariale: «questo, per me, è un periodo sfortunato - si sfoga - se c'era qualcuno che ce l'aveva con me, ora le sto pagando tutte, non ho più parole».

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 5 Aprile '18, h.18.35

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