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Valerio Lancerotto sarà sostituito nell'Esecutivo di Aosta: «non posso tenere l'interim fino a fine Legislatura» ha dichiarato Fulvio Centoz

Angelo Musumarra
La Giunta Centoz senza Lancerotto (e con Delio Donzel assente)

Sarà, con tutta probabilità, Josette Borre, trent'anni, residente a Roisan, dipendente della partecipata comunale "Aps", il nuovo assessore della Giunta Centoz, costretta al rimpasto dalle improvvise dimissioni, lo scorso 3 ottobre, di Valerio Lancerotto dal ruolo di assessore ai lavori pubblici.

Non entreranno in Giunta Zuccolotto, la Favre e la Galassi. Infatti, scorrendo nella lista dell'Union Valdôtaine, dopo Lancerotto, secondo eletto con 437 preferenze, c'è Luca Zuccolotto, con quattro voti in meno, che ha però lasciato il gruppo UV, restando in maggioranza insieme al collega Vincenzo Caminiti, che alle elezioni regionali si era candidato sotto le insegne dell'Union Valdôtaine Progressiste ed ha fatto sapere di «non essere alla ricerca di poltrone».
Andando avanti, con 401 preferenze, si trova Sara Favre, che già ricopre il ruolo di vice presidente del Consiglio comunale e non ha intenzione di entrare in Giunta, così come Cristina Galassi, quinta eletta con 394 voti, la cui presenza non è gradita a qualche componente del Governo comunale. Si arriva così a Josette Borre, che aveva raccolto, nel maggio 2015, 389 preferenze e che attualmente è capogrppo UV in Consiglio comunale.
Non pare infatti percorribile l'ipotesi che il Partito Democratico, buttato fuori dal Consiglio Valle alle ultime elezioni regionali e pesamente diviso al suo interno, possa ottenere, oltre al sindaco ed alla Presidenza del Consiglio comunale, un ulteriore posto di governo.

Staffetta alla politiche sociali con il collega Luca Girasole. Josette Borre non la si vedrà in giro per i cantieri comunali con il caschetto di sicurezza d'ordinanza, per lei si prospetta una staffetta con Luca Girasole, esponente di "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano", entrato nella Giunta comunale come assessore alle politiche sociali lo scorso 23 luglio in sostituzione di Marco Sorbara, eletto in Consiglio Valle, alla guida dell'assessorato alle politiche sociali. A Girasole verrebbero infatti "girate" le deleghe restituite al sindaco da Valerio Lancerotto, mentre le sue passerebbero alla collega (anche lui è dipendente della "Aps") ed il governo della città di Aosta avrebbe così due donne in Giunta.
La volontà di arrivare in tempi brevi alla nomina del nuovo assessore è stata esplicitata dallo stesso Fulvio Centoz in Consiglio comunale nella mattinata di giovedì 25 ottobre, stimolato da tre iniziative dei consiglieri di opposizione Etienne Andrione, Carola Carpinello e Vincenzo Caminiti, che hanno chiesto spiegazioni sulle dimissioni di Lancerotto, con Andrione che ha cercato una scontata ironia nell'intitolare la sua iniziativa "Lance-Rotto".



«Le motivazioni delle dimissioni sono personali». «L'argomento è ovviamente delicato - ha risposto Centoz - ma soprattutto ha la necessità di essere trattato in maniera corretta. Le motivazioni delle dimissioni sono personali, ci sono stati scambi di mail e battute, ma è innegabile che quando si lavora ci possono essere visioni diverse e questo non determina di dare le dimissioni. Se Lancerotto ha deciso di fare questo passo, immagino doloroso, lui lo abbia fatto con cognizione di causa, sapendo quali fossero le conseguenze. Volevo ringraziarlo per quanto ha fatto come assessore, nonostante gli screzi che ci sono stati. Lavorando in una squadra credo che sia normale, ma non per questo si devono interrompere dei discorsi personali e politici. Sostenere l'Amministrazione pubblica e la delega ai lavori pubblici in questo momento storico non è una passeggiata, non è una cosa semplice. Con le risorse che abbiamo a disposizione, con i vincoli normativi e di bilancio e con la norme della burocrazia che sono tali e tante, chiunque avrebbe trovato delle difficoltà. Dopo aver chiesto al collega di ripensarci e dopo aver fatto una chiacchera con lui capendo che la decisione era definitiva, ho iniziato a fare dei ragionamenti sulla sua sostituzione. Lo Statuto, sulla base delle ultime modifiche, indica che il Comune di Aosta abbia cinque assessori oltre a sindaco e vice sindaco, io non posso tenere l'interim fino a fine mandato e quindi l'obiettivo è andare alla sostituzione con un nuovo assessore. Non c'è nessuna intenzione di lasciare scoperto un Assessorato così importante, non ha senso distribuire le deleghe, non lo si può spacchettare, abbiamo iniziato dei ragionamenti con le forze di maggioranza e confido di arrivare presto alla nomina di un nuovo assessore. L'impegno sarà di fare più velocemente possibile».

«Spuntano i quattrini dopo l'addio di Lancerotto». «Queste dimissioni sono una brutta pagina della sua amministrazione - ha ribattuto Luca Lotto, consigliere comunale del "Movimento Cinque Stelle" - è un Assessorato importante, e non si è stati messi nella condizione di poter operare al meglio, come non avere una Dirigenza, nella riorganizzazione si è venuti meno e forse quando si è steso il bilancio non è stato dato il giusto spazio. Tutto il Consiglio, nella scorsa seduta, ha assisisto al fatto che avete delegato la questione"skate park" all'assessore Lancerotto ed ora andare a dire che lui ha lasciato l'Assessorato per motivi personali mi sembra leggermente forzato. Curiosamente dopo sue dimissioni spuntano quattrini per l'asfaltatura delle strade e la pure per la segnaletica, risorse che prima non erano state messe a disposizione. Abbiamo qualche dubbio su una faida all'interno della sua Giunta e Lancerotto in maniera coerente, coraggiosa e signorile, se ne è andato per non essere messo in difficoltà. Signor sindaco la responsabilità è sua, lei ha preso in mano l'Assessorato, sa il valore assoluto, se vorrà usare il posto per mitigare il caos all'interno del PD ci pensi bene, manca solo un anno e mezzo al termine della Legislatura ma la sua nave ha già la stiva piena d'acqua».
«Lei ha mentito, signor sindaco
- ha aggiunto Andrione - più che gioco di squadra è stato un gioco di branco, a Lancerotto sono state negate le risorse ed stato scaricato su di lui tutto quello che non funzionava nell'Amministrazione, usandolo come capro espriatorio. Cacciato lui misteriosamente le cose cominciano a funzionare, forse ci si sta preparando alle elezioni».

«Ricostruzioni di film che non si sono visti da nessuna parte». «A Stanley Kubrick gli fate una pippa - ha quindi risposto in aula Fulvio Centoz - avete fatto ricostruzioni di film che non si sono visti da nessuna parte. Quando un autorevole esponente del "Movimento Cinque Stelle" paragona le dimissioni di un assessore alla fuga degli assessori alla collega di Roma Virginia Raggi, forse capite cosa vuol dire amministrare, visto che lei ne ha persi tre. Magari ottenente qualche "like" in più su "Facebook" con ricostruzioni fantasiose, ma quando si fa parte di un gruppo si possono prendere decisioni che non piacciono, è normale. All'interno di una Giunta è difficile vedere un voto contrario ma, come accade dappertutto, ci sono posizioni diverse e questo fa parte dei giochi, ci sono posizioni che ogni tanto possono essere condivise da tutti ed altre scelte che non lo sono, ma si sostengono per spirito di squadra. io sono quello che ci mette la faccia se qualcosa non funziona ed è questo il motivo per il quale io vengo tacciato di autoritarsimo, ma le decisioni, ad un certo punto, vanno prese e me ne prendo le disponibilità. Questa nave è partita da un porto e sta arrivando ad un altro porto a differenza di altre amministrazioni, in altri palazzi, che sono brutalmente cadute a metà strada».
«Tranquillizzo tutti, per quanto può sembrare strano l'Assessorato ai lavori pubblici sta lavorando - ha aggiunto il sindaco, rispondendo alle ulteriori perplessità espresso dalla Carpinello e da Lotto - è chiaro che ci va un assessore per avere l'input politico, ma la struttura amministrativa sta operando. Non è vero che sono spuntati dei soldi adesso che non c'è più Lancerotto, i ragionamenti erano stati fatti prima, questo "gioco delle tre carte" può valere per avere qualche click in più su "Facebook" ma non è la realtà, stiamo lavorando e ci stiamo attrezzando per passare l'inverno».

«Ci sono stato fin dall'inizio, anche quando mi sono trovato senza dirigente». «Tengo a precisare non sono state difficoltà di carattere operativo o gestionale a farmi fare questa scelta - ha poi chiarito lo stesso Valerio Lancerotto - anche perché ci sono stato sin dall'inizio, pur non condividendo alcune scelte, ma si sono stato, sempre. Ricordo soltanto che quando il dirigente dei lavori pubblici si è licenziato, il nuovo dirigente è stato assunto soltanto il 2 luglio, ci sono stati naturalmente anche degli aspri dibattiti, degli scambi epistolari di pari tono e pari contenuto, ma in questo frangente credo che per me sia molto importante dire "grazie" al sindaco che più volte mi ha chiesto di fare il passo indietro, pubblicamente e privatamente e questo testimonia il buon lavoro fatto anche insieme, per certi versi. Non sto ad elencare tutte le cose che abbiamo fatto in questi tre anni e mezzo, a cominciare da piazza Roncas per poi tornare alla struttura del "Bellevue" che era ferma da chissà quanti anni, ma la cosa di cui sono particolarmente fiero è l'inserimento nel bilancio di un capitolo apposito per la questione dell'abbatimento delle barriere architettoniche, che non era mai stato fatto prima, e poi anche il rifacimento di piazza Manzetti».
«Ringrazio anche la minoranza
- ha concluso l'ex assessore, che si è seduto vicino alla collega Jeannette Migliorin - in particolare i miei due più acerrimi "nemici", Etienne Andrione e Luca Lotto con i quali abbiamo avuto anche spesso scontri vivaci. Credo che questo sia un punto che, in questo momento della mia storia politica, non può che farmi onore e dunque ringrazio anche voi».

Caustico il commento della vice presidente del Consiglio comunale: «assistere dal vivo all’ipocrisia di alcuni colleghi di minoranza - ha scritto Sara Favre su "Twitter" - che si sono espressi oggi a "sostegno" dell’ex assessore Lancerotto, dopo averlo massacrato costantemente, è stato "impressionante": si vedeva scorrere #falsità, accompagnata da viscidi sorrisi e parole dolci».

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